Mercato, Lady Gaga e LimeWire danno ossigeno al bilancio Universal

Mercato, Lady Gaga e LimeWire danno ossigeno al bilancio Universal

Migliorano i conti di Universal Music, grazie alla (leggera) ripresa del mercato discografico statunitense, alle vendite sostenute dei nuovi album di Lady Gaga, Rihanna e Jennifer Lopez, e al risarcimento ottenuto nella causa per violazione di copyright nei confronti di LimeWire. I risultati del secondo trimestre 2011 indicano un calo di fatturato a 982 milioni di euro (che diventa però un incremento dello 0,6 % in moneta costante, cioè depurando i valori dagli effetti delle oscillazioni valutarie) e una flessione dell'EBITA (ricavi prima delle tasse e degli ammortamenti) a 86 milioni di euro, - 5,5 % (- 3,5 % a moneta costante). Meglio del trimestre precedente, comunque, e dello stesso periodo del 2010, senza contare che - secondo la capogruppo Vivendi - l'EBITA sarebbe cresciuto del 7,7 % a valori costanti se non fosse stato per i costi legati alla ristrutturazione aziendale. Anche i risultati semestrali, di conseguenza, risultano migliori di quelli dell'anno scorso.

La società non ha rivelato quanto ha intascato dall'accordo extragiudiziale con LimeWire: sicuramente più di 12 milioni di dollari, la cifra incassata da Warner Music (considerando che l'ammontare totale dell'indennizzo, 105 milioni di dollari, dovrebbe essere stato redistribuito sulla base delle rispettive quote di mercato, e che quella di Universal è sostanzialmente maggiore). "Il nostro business musicale è il più solido del mondo", ha dichiarato al Wall Street Journal in questi giorni il presidente della capogruppo Vivendi, Jean-Bernard Levy, tenendosi abbottonato a proposito di un suo eventuale interessamento all'acquisto della EMI: "Abbiamo il dovere di valutare con attenzione i loro asset e verificare se avrebbe senso", ha spiegato il manager francese.

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