File sharing: Torrent in declino, furoreggiano i cyberlocker

Evoluzioni tecnologiche, cause giudiziarie e  blitz antipirateria concordati da magistratura, forze di polizia e service provider stanno rapidamente modificando in tutto il mondo le modalità di accesso alla condivisione di file non autorizzati. Cinque anni fa, sul fronte del file sharing pirata, dominavano i siti Torrent (e Mininova si garantiva un posto tra le 100 destinazioni Internet più visitate nel pianeta); oggi - complici le disavventure giudiziarie di The Pirate Bay - solo due website collegati a reti Torrent conservano una posizione nella lista dei dieci maggiori siti di file sharing in lingua inglese dominata dai cosiddetti cyberlocker, siti di file hosting centralizzati sempre più graditi agli internauti per la facilità e rapidità d'uso.

La Top Ten, compilata dal notiziario online .TorrentFreak sulla base delle misurazioni effettuate da Google, li vede occupare stabilmente le prime cinque posizioni: in vetta, con 55 milioni di utenti unici e 2 miliardi e mezzo di pagine viste al mese, si colloca 4shared, seguito da Megaupload (37 milioni di utenti, 400 milioni di pageviews), Mediafire (34 milioni di utenti, 330 milioni di pagine), Filestube (identificato tecnicamente come un sito di "meta-ricerca": stesso numero di utenti, 280 milioni di pagine) e il tedesco Rapidshare, tra i più presi di mira dalle industrie del copyright (23 milioni di utenti, 280 milioni di pagine). Il tracker BitTorrent The Pirate Bay (i cui fondatori hanno appena lanciato a loro volta un sito di file hosting, Bayfiles, dichiarando di voler rispettare i diritti d'autore) retrocede in sesta posizione, con 23 milioni di utenti e 650 milioni di pagine viste), precedendo altri due cyberlocker, Fileserve (19 milioni di utenti, 190 milioni di pagine) e Hotfile (16 milioni di utenti, 110 milioni di pagine), l'altro sito Torrent Torrentz.eu (15 milioni di utenti, 340 milioni di pagine) e il sito di file hosting Depositfiles (14 milioni di utenti, 110 milioni di pagine viste).

Da notare che i gestori di diversi dei siti sopraccitati rivendicano cifre ben maggiori di quelle prese in considerazione per questa classifica: The Pirate Bay sostiene ad esempio di avere un miliardo e mezzo di pagine viste al mese, più del doppio di quanto stimato da Google.

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