Marilyn Manson, la verità sta dietro al trucco: cronaca di una conferenza stampa annunciata

Marilyn Manson, la verità sta dietro al trucco: cronaca di una conferenza stampa annunciata

Improvvisamente, veniamo catapultati in una fiaba popolata di dee, fauni e personaggi mitologici; lo scenario è una stanza barocca ricoperta di stucchi dorati e angoliere settecentesche a sostenere vasi colmi di fiori, mentre i candelieri gettano una luce soffusa sui morbidi tendaggi che riparano, da occhi indiscreti, le stanze dell'Hotel Principe di Savoia.

Ma i grandi specchi alle pareti fanno il loro lavoro, riflettendo una figura sinuosa e pallida come la luna d'Inverno. Marilyn Manson, silenzioso, siede discretamente dietro ai microfoni e agli occhi di molti giornalisti, tra i quali anche noi di Rockol. E' completamente vestito di nero, di un tessuto sottile che gli aderisce addosso come una seconda pelle, mostrando il fisico al limite dell'anoressia. Le mani ossute dalle lunghe dita gli spuntano dalle maniche, e si aggrappano l'una all'altra mostrando le unghie male dipinte, anch'esse di nero. Sembra stia posando per un ritratto. Immobile. Gli occhi strabici sul viso smunto e truccatissimo, con lenti a contatto di colore diverso che lo fanno rassomigliare ad un alieno. Un essere extraterrestre che si presta volentieri a rispondere a tutte le domande, anche a quelle che contengono il verbo ormai rifritto e denigratorio che lo vogliono soltanto rockstar anticristo, satanista e ambigua, dedita a orge e violenze di ogni tipo. E fa sorridere, a questo proposito, vedere che Marilyn bandisce dalla stanza fumo e alcool, concedendosi soltanto diversi bicchieri di acqua – assolutamente priva di gas – colmi di ghiaccio. “Anche se non conosco con precisione questo particolare fatto accaduto in Italia” risponde tranquillo a un'accusa nemmeno tanto sottile che lo coinvolgere nell'assassinio di una suora, meditato e compiuto da tre ragazzine che riportavano nei loro diari brani delle sue canzoni, “mi rendo conto che i media qui funzionano come negli Stati Uniti, e tendono a colpevolizzare gli entertainer di ogni cosa. Ed è davvero curioso che delle ragazze che hanno avuto un'educazione cattolica commettano un omicidio, pensando poi di darmene la colpa. Se vogliamo analizzare la cultura della religione cattolica e la storia di Cristo, vediamo una figura circondata da violenza e assassini. Possiamo trovare ispirazione nei comportamenti umani ovunque, che sia nella Bibbia o in Shakesperare. Credo che da qualsiasi parte provenga l'ispirazione, l'uomo debba prendersi piena responsabilità dei propri atti; e la responsabilità di crescere i figli, insegnando loro come interpretare l'arte e i simboli che ci circondano, è compito dei genitori”. .


Cala il silenzio e quasi a stento nascono nuove domande. Forse perché Manson, sotto il pesante cerone nasconde un animo colto, sensibile e intelligente, sempre pronto a stupire con le risposte equilibrate e cordiali. “Il mio album 'Antichrist superstar' è stato fortemente ispirato da Nietzsche. Quando ho terminato di comporlo, mi sono reso conto che rappresentava una specie di sogno, una visione di dove la mia vita sarebbe potuta andare. Musicalmente, il progetto che avevo in mente è stato attuato con i miei album che hanno rappresentato la fine di un percorso ben preciso. L'anno scorso, quando sono stato attaccato dai media e il potere che avevo ottenuto mi si è rivoltato contro, ho dovuto fare una scelta decidendo di continuare ad essere una persona forte. Questo era ciò che all'inizio avevo in mente, ispirato dal concetto di 'uomo fautore delle proprie fortune e della propria forza interiore' proposto da Nietzsche”.
Una risolutezza di pensiero simile a quella degli antichi filosofi, quella di Manson, che condanna ogni forma di repressione, spesso e volentieri propinata dai media stessi, quelli che più volte hanno tentato di distruggerlo. “Ho sempre guardato ai media come parte di questo grande gioco che ho in mente. Loro vedono Marilyn Manson come colui che fa canzoni, album e video, ma quello che conta è come riesco ad utilizzare questi mezzi per aiutare a creare caos. Caos che significa prendere tutto quello che ormai si è pericolosamente stabilizzato a status quo e rivoltarlo, facendo vedere alla gente le cose da un altro punto di vista. Ed è per questo che i media sono fondamentali”.

Marilyn Manson, come nell'incantato finale di una storia durata poco più di mezz'ora, si alza scivolando dalla sedia. Ha appena sorseggiato un po' d'acqua, dalle labbra dipinte di scuro. Qualcuno gli chiede che cosa pensano i genitori del suo aspetto. Lui, con gli occhi inespressivi simili a quelli di un mutante del futuro, abbozza un sorriso mostrando i denti bianchissimi: “Gli piaccio”.
Marilyn Manson inizierà il suo mini-tour italiano domani 3 Febbraio a Milano.

(Valeria Rusconi)
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