In Gran Bretagna: i Texas fanno cadere il regno dei Beatles. Bene i Limp Bizkit

Rivoluzionate le classifiche britanniche dopo il torpore delle feste natalizie.

Direttamente al primo posto dei singoli il nuovo dei Limp Bizkit, “Rollin’”, mentre i Beatles alla fine devono cedere lo scettro, dopo oltre un mese al primo posto, ad un “Best of” dei Texas. Ma andiamo con ordine. “Rollin’” dei Bizkit, che con la sua abituale formula rap-rock (più alcune scratchate) non si discosta molto dal loro abituale seminato, si impone al primo posto scalzando l’ultima regina, “Love don’t cost a thing” di Jennifer Lopez. Mentre il disco della fidanzata di Puffy scende in terza posizione, stabile rimane il DJ portoghese Rui da Silva che rimane secondo con “Touch me”. Fragma con “Everytime you need me” in quarta, Steps con “The way you make me feel” in quinta. In sesta debuttano gli hip-hoppers statunitensi Spooks con “Things I’ve seen”. Un po’ scarso il debutto di “All hooked up”, il nuovo delle All Saints: solo settimo, a non molte copie di distanza dal numero otto, il pezzo rock “Buck Rogers” dei Feeder. Ultima nuova entrata in Top 10 è “You make me sick” di Pink, un brano in equilibrio tra R&B e dance. Cade al numero 13 l’odiata (dai grandi) ed amata (dai piccoli) “Can we fix it” di Bob The Builder, il singolo che nella settimana di Natale ha fatto la pelle a “Stan” di Eminem. Debutta al numero 24 un singolo che pare destinato a grandi cose anche in GB, “One step closer” dei Linkin Park. Per quanto riguarda gli album, si è detto di “1” dei Beatles, l’album che peraltro, secondo la prima pagina del “Sunday Times”, l’anno prossimo potrebbe rendere Paul McCartney il musicista più ricco della storia. Sale in prima posizione, più per un cedimento delle vendite di “1” che per improvviso innalzamento delle sue, “The greatest hits” dei Texas, disco giunto alle 13 settimane di permanenza nelle classifiche d’Oltremanica. Calcio in avanti per “Chocolate starfish” dei Limp Bizkit, che sfrutta il trascinamento del singolo e passa dal numero 8 al 2. Con la compilation dei Fab Four al numero 3, sul quarto gradino troviamo “Parachutes” dei Coldplay, sul quinto (dall’11) “No angel” di Dido, sul sesto il veterano “The Marshall Mathers LP” di Eminem, sul settimo “Onka’s big moka” dei Toploader, sull’ottavo “Sing when you’re winning” di Robbie Williams, sul nono “Music” di Madonna ed infine, sul decimo, “Born to do it” di Craig David. Da notare la risalita degli U2, che dal numero 17 si fanno rivedere al numero 12, e quella di “Hybrid theory” dei Linkin Park, su dal 44 al 21.

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