Il revival del vinile: quasi colma la capacità produttiva

La rinascita di interesse nei confronti dei dischi in vinile da parte di artisti, consumatori e persino discografici (si vedano le recenti dichiarazioni di Lyor Cohen, boss della divisione discografica Warner Music) potrebbe incagliarsi presto contro un grosso scoglio: la ridotta capacità produttiva degli impianti ancora esistenti al mondo, dopo che a partire dagli anni '80 molte fabbriche sono state smantellate o riconvertite nella produzione di Cd, Dvd e altri supporti digitali. A sollevare la questione è il sito Digital Music News, osservando che nessuno, almeno per il momento, se la sente di reinvestire in un settore che - a dispetto del molto parlare e dei trend di mercato incoraggianti - assorbe comunque una frazione minima della domanda di musica registrata (1,2 % negli Stati Uniti) e che, in fin dei conti, potrebbe rivelarsi poco più di una moda. "Esiste solo una certa quantità di impianti di produzione sul pianeta, e nessuno sta costruendo nuove presse. Molto presto tali impianti raggiungeranno la piena capacità e diventerà sempre più difficile far stampare dischi in vinile", conferma Nick Mango della società Limited Pressing. "Una volta che questo accadrà", prevede Mango, "le vendite si stabilizzeranno o ridurranno e i costi di produzione cresceranno", almeno finché non si provvederà eventualmente ad aumentare la capacità: con ripercussioni immediate sui prezzi al consumo del vinile, già piuttosto elevati (un nuovo titolo costa mediamente tre euro in più della corrispondente versione in Cd, senza contare che per motivi di spazio a un compact disc corrispondono spesso due Lp).

Il revival del vinile è un fenomeno generalizzato a livello mondiale: mentre in Usa la domanda è cresciuta del 41,2 % nel 2010, i primi sei mesi del 2011 hanno registrato un incremento di vendite del 55 % nel Regno Unito (dove l'Lp più venduto è risultato essere "The king of limbs" dei Radiohead , oltre 20 mila pezzi smerciati).

Record Industry, società di base a Haarlem in Olanda, sostiene di essere al momento il maggior produttore mondiale di vinile, con 33 presse dedicate e una capacità produttiva di 30 mila pezzi al giorno.

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