Francia, 'una decina' i pirati Internet convocati in udienza dall'Hadopi

Sono poco più di una decina i "tele-pirati" francesi chiamati a rispondere di file sharing illegale davanti all'autorità amministrativa Hadopi (Haute Autorité pour la Diffusion des Oeuvres et la Protection des Droits sur Internet) ed, eventualmente, alla giustizia ordinaria al termine del procedimento in tre tappe iniziato nell'ottobre del 2010 con l'invio delle prime e-mail di avvertimento. Un risultato esiguo, quasi infinitesimale, rispetto alle violazioni di copyright (18 milioni 380 mila e 844) notificate dagli aventi diritto alla commissione CPD incaricata della gestione operativa del sistema e al milione abbondante di richieste di indirizzi IP inoltrate agli internet service provider (che hanno risposto trasmettendo i dati identificativi di 902.970 trasgressori). Gli avvertimenti trasmessi agli utenti francesi, fa sapere la stessa CPD, sono stati 470.878 in prima istanza e 20.598 in seconda battuta. La disparità delle cifre, ammette l'autorità amministrativa creata per legge lo scorso anno, è dovuta non solo al fatto che molteplici notifiche si riferiscono agli stessi trasgressori ma anche alla mancanza di tempo e di personale sufficiente a seguire in maniera adeguata tutti i procedimenti.

I downloader illegali ritenuti recidivi (tra essi un professore d'economia cinquantaquattrenne che si professa innocente) verranno ora convocati in udienza dalla CPD, la quale potrebbe decidere di mandarli davanti al giudice: solo a quest'ultimo è riservata la facoltà di disporre l'eventuale disconnessione o accesso limitato alla rete nei modi concordati con i provider. Sull'efficacia del sistema, i pareri sono contrastanti: il presidente della CDP Mireille Imbert Quaretta sostiene che "meno avvertimenti mandiamo, più la legge si sarà dimostrata efficace"; molti musicisti, autori e produttori (e la stessa agenzia di collecting SCPP) si dichiarano invece insoddisfatti dei risultati finora ottenuti e del raggio d'azione limitato delle indagini (che riguardano soltanto i sistemi p2p). Oltre che nell'opinione pubblica, la "legge Hadopi" gode di scarse simpatie in un'ampia fetta del mondo politico: e già si dice che se dopo le elezioni presidenziali dell'aprile 2012 dovesse salire al potere l'attuale opposizione, il sistema potrebbe essere smantellato.

Dall'archivio di Rockol - Music Biz Cafe, parla Andrea Micciché (NUOVOIMAIE)
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