Usa, artisti e promoter insieme per difendere i fan dal bagarinaggio ai concerti

Usa, artisti e promoter insieme per difendere i fan dal bagarinaggio ai concerti

Adam Levine dei Maroon 5 (nella foto), Kenny G, gli Anthrax e i Megadeth figurano nell'elenco degli artisti (una trentina) che hanno già assicurato la loro adesione al progetto Fans First Coalition, un'iniziativa finalizzata a proteggere il pubblico di spettacoli sportivi e musicali (ma anche se stessi) dal bagarinaggio selvaggio che gonfia a dismisura i prezzi dei biglietti. Della coalizione fanno parte anche associazioni di categoria, manager, società sportive, gestori di impianti e di locali, agenzie di ticketing come Ticketmaster e promoter come Live Nation, il cui amministratore delegato Michael Rapino sottolinea che il prezzo eccessivo pagato per recarsi a uno o due show all'anno inibisce i consumatori dal ripetere l'esperienza e diventare frequentatori abituali dei concerti.

"E' una situazione che erode il cuore del nostro business", gli fa eco Randy Levy di Rose Presents ammettendo implicitamente che l'organizzazione no profit ha anche il compito precipuo di tutelare gli interessi degli attori e delle imprese del settore. "Quegli stessi consumatori finiscono per non recarsi ad altri cinque o sei show all'anno. E non si può costruire un nuovo business quando i fan possono permettersi giusto uno spettacolo o due nell'arco dei dodici mesi". Il nemico numero uno è ovviamente il cosiddetto .secondary ticketing: per frenare il quale, spiega il manager di Nicole Scherzinger, Hilary Duff e New Kids On The BLock Jared Paul, "abbiamo messo in atto sforzi pari a quelli che mettiamo nel marketing". La coalizione ha lanciato un sito informativo a disposizione del pubblico e intende utilizzare anche i social network (Facebook e Twitter) per scambiare informazioni e raccogliere opinioni dai fan. Ma intanto ha già sollevato dubbi e polemiche, non ultimo per il fatto che il sito di secondary ticketing coinvolto nel famigerato 'caso Springsteen',  TicketsNow, appartiene proprio a Live Nation. "Non è un mondo perfetto, dobbiamo ancora iniziare, ma certo è un ridicolo inghippo che Live Nation gestisca a latere un'impresa che fa bagarinaggio", ha ammesso Levy. "Se fossi un azionista, li pregherei di uscire subito da quel business".

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