La storica rivista Creem ci riprova: di nuovo in edicola a settembre

C'era una volta Lester Bangs, il più visionario, irrefrenabile e influente dei critici musicali rock. E c'era Creem, "l'unico rock'n'roll magazine d'America" (così recitava il claim), testata irriverente e caustica di cui lo stesso Bangs fu direttore negli anni forse migliori della sua carriera. Il primo non c'è più, morto per un'overdose di tranquillanti il 30 aprile del 1982; la seconda, che aveva sospeso le pubblicazioni nel 1988 e che solo dal 2001 era ricomparsa su Internet in formato elettronico (mentre un tentativo di tornare in forma cartacea, due anni dopo, si era rivelato velleitario), promette nuovamente di tornare alle stampe e in edicola  tra metà e fine settembre. A cadenza trimestrale e non più mensile, e in collegamento con una piattaforma di streaming video musicale e un'applicazione per smartphones, così da attrarre lettori di vecchia guardia e di nuova generazione con un mix di vecchio e nuovo, di notizie e approfondimenti. La redazione avrà sede a Los Angeles (gli uffici amministrativi a New York, il sito a Detroit) e la tiratura sarà limitata tra le 150 mila e le 200 mila copie. "Sentiamo che è arrivato il momento giusto", spiega in un'intervista a Billboard.biz il presidente del cda della casa editrice Creem Enterprises, Jason Turner. "Oggi c'è una sacco di musica meravigliosa in giro ma non c'è più filtro, non c'è nessuno che se ne sappia occupare editorialmente". Sfida estremamente difficile, quella di resuscitare la "cultura rock" e una rivista storica nel panorama di crisi editoriale e di gusti ultraframmentati di oggi, ma Turner promette che il nuovo Creem onorerà la sua storia e, alla ricerca di nuovi talenti giornalistici, si aprirà ai contributi dei lettori.

Come ricorda Billboard.biz, Creem nacque a Detroit (patria della Motown, degli MC5, di Alice Cooper e di moltissimi altri musicisti degli anni Sessanta e Settanta) per iniziativa di un negoziante di dischi (ormai defunto) di nome Barry Kramer, il cui figlio è oggi coinvolto nel progetto di rilancio. Tra i giornalisti che si fecero le ossa sulla rivista spicca il nome di Cameron Crowe, poi firma del Rolling Stone, regista del film semiautobiografico "Almost famous" e del documentario sui vent'anni di carriera dei Pearl Jam che arriverà nei cinema a settembre.

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