Selah Sue: 'Il mio segreto? Una memoria fotografica per la musica'

Selah Sue: 'Il mio segreto? Una memoria fotografica per la musica'

Selah Sue è indecifrabile: non è timida né spavalda; non è presuntuosa e nemmeno una "finta umile". Non troppo appariscente, ma di certo curata nell'aspetto. In effetti ha tutti i requisiti per essere una - si passi il termine - normale ragazza nella media. Lei questo lo riconosce e lo ha ribadito a più riprese, durante la presentazione del suo album d'esordio, alla stampa milanese.
"Selah Sue", uscito lo scorso maggio,  è il titolo del disco della giovane artista belga che ha raggiunto il successo "Per caso: sono cresciuta in una piccola città del Belgio e nessuno della mia famiglia ha mai lavorato nella musica", ha raccontato la cantante, "Da bambina volevo diventare una ballerina. Ho ballato dai 6 ai 12 anni". La passione di Selah Sue per la musica è nata in modo autonomo e spontaneo dunque, quando, in piena adolescenza, si scopriva a cantare canzoni poco dopo averle ascoltate per la prima volta: "Il mio segreto, se così si può dire, è che ho una memoria fotografica per la musica. Ho un buon orecchio e, almeno fino ad oggi, sono sempre stata veloce nella creazione della mia musica. Il testo viene dopo", ha rivelato Selah.
 Spaziando tra sonorità soul, reggae, funky e rock, i brani del disco sono un richiamo agli idoli che l'hanno ispirata sin dai primi passi nel mondo della musica (si parla di Lauryn Hill, Erika Badu, Bob Marley). La cantautrice ha composto la sua prima canzone a quindici anni e, da lì in poi, non si è più fermata: ha cantato in piccoli club, registrato in studi "fatti in casa", ovvero nelle case degli amici, e pubblicato le sue canzoni su Myspace. Ed è proprio il social netowrk ad aver fato da tramite tra Selah Sue e quelli che sarebbero diventati i suoi fan, fino a attirare l'attenzione delle case discografiche nonché di musicisti del calibro di Cee-Lo Green, con il quale ha duettato nel brano "Please" e di Prince, del quale ha aperto il concerto ad Antwerp, in Belgio. Il disco è composto dalle canzoni che la musicista ha composto durante la sua adolescenza, per questo lei stessa lo ha definito un progetto: "Della pubertà, di tutti quegli alti e bassi che si hanno dai 13 ai 19 anni. Un disco in cui  ho cercato di capire la mia identità, partendo da quello che ho dentro".
Nonostante la fortunata partenza, Selah Sue è rimasta con i piedi per terra, ben consapevole che aspetto fisico e uno stile accurato possono aiutare, ma non bastare e, soprattutto, che le tappe per la scalata al successo non possono essere bruciate: "Per ora quello che mi interessa è poter continuare a scrivere la mia musica e poterla suonare in giro. Non sono ancora pronta per il grande passo degli Stat Uniti ". Infine, un breve accenno allo pseudonimo che la ragazza ha scelto di darsi: " 'Selah' significa preghiera e meditazione. In più suona molto bene", ha spiegato lei, " 'Sue' invece è un nomignolo che ha inventato mia sorella".

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