E’ successo nel 2000: 18 giugno

E’ successo nel 2000: 18 giugno
Gli Oasis di Liam Gallagher chiudono il Festival di Imola (18 giugno 2000)

Non c’è stata la riunione tra fratelli che qualcuno si aspettava (la voce era circolata anche poco prima del concerto, grazie al fatto che tra i nuovi membri degli Oasis è molto diffuso il “Noel Gallagher look”: sembrano dei sosia). Liam Gallagher è salito sul palco di Imola con la nuova versione degli Oasis, che lo vede nella veste di mattatore unico. Dopo un’introduzione strumentale preregistrata (“Fuckin’ in the bushes”), la band ha attaccato con “Go let it out”, in cui Liam ha riarrangiato le parti vocali, dando l’impressione di fare un po’ fatica sugli acuti, forse un postumo dei problemi avuti di recente alla gola. Ma tutto sommato questa esibizione degli Oasis ha confermato quanto già emerso nei recenti concerti italiani della band e cioè che le cose, nonostante l’abbandono di Noel, continuano, almeno dal vivo, a funzionare, grazie soprattutto ai solidissimi nuovi innesti. Invece è se possibile peggiorata la presenza scenica di Liam, che ha molto di rado interrotto il suo tipico atteggiamento da palco del pub, con le mani dietro la schiena e nessuna concessione alla platea - eccettuato un saluto agli inglesi presenti tra gli spettatori, un minuto con l’asta infilata tra le gambe in perfetto atteggiamento da hooligan, qualche passeggiata suonando il tamburello, e un clamoroso sbadiglio a metà concerto. Forse il momento più emblematico è stato quando il Gallagher minore si è semiinginocchiato, scrutando a lungo il pubblico da dietro gli occhiali scuri. Quasi a domandarsi intensamente cosa voglia, esattamente la gente da lui.
Quello che la gente vuole è forse, se non un sorriso, qualche parola comprensibile e non in un accento di Manchester distorto quanto una chitarra elettrica. Vedendolo con le mani in tasca e l’aria quasi indifferente, molti spettatori non appartenenti alla stretta cerchia dei fans sono rimasti un po’ delusi (certo Liam non è Piero Pelù). Se non altro, dopo i primi stenti, la voce ha preso il registro giusto e il frontman è riuscito a mettere tutto se stesso nel ruolo di cantante, regalando le cose migliori in una sequenza imbattibile: “Roll with it”, “Stand by me”, “Wonderwall”, “Cigarettes e alcohol”. Ecco comunque la scaletta completa:
“Fuckin in the bushes”
“Go let it out”
“Who feels love”
“Supersonic”
“Shaker maker”
“Acquiesce”
“Gas panic”
“Roll with it”
“Stand by me”
“Wonderwall”
“Cigarettes & alcohol”
“Live forever”
“Champagne supernova”
“Rock’n’roll star”
Dall'archivio di Rockol - Oasis: "la band più grande di Dio"
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