Musica digitale: 300 mila utenti in meno di un mese per Turntable.fm

Con 300 mila utenti registrati racimolati in meno di un mese di vita, Turntable.fm è sicuramente una delle piattaforme di musica digitale più "hot" del momento. Merito, sicuramente, della sua natura particolare: una via di mezzo tra il servizio di streaming, il sistema di raccomandazione musicale, il social network e il gioco online. Il sito è strutturato in una serie di "stanze musicali" suddivise per genere, in cui gli utenti - rappresentati graficamente da altrettanti avatar - possono scegliere se proporsi come dj (fino a cinque per "stanza") facendo ascoltare al pubblico (amici o sconosciuti) le proprie playlist musicali, oppure se partecipare semplicemente come ascoltatori, assegnando punteggi ai disc jockey in base al gradimento della musica proposta; una chat room permette inoltre di scambiare chiacchiere e pareri musicali con gli altri utenti presenti nella sala. Il servizio, attivo nei soli Stati Uniti, è ancora in fase beta, e l'ingresso è per il momento regolato a inviti: siccome però è aperto a qualunque amico di Facebook di uno degli "invitati", il bacino potenziale di utenza è già molto ampio. La vera particolarità, tuttavia - e rischio potenziale di cause legali - è legata al fatto che Turntable non ha nessun accordo di licenza diretto con case discografiche o editori musicali: l'accesso a un catalogo di milioni di brani (la "discoteca" dei dj virtuali) è garantito da un distributore specializzato, MediaNet, mentre ciascun disc jockey ha la facoltà di caricare autonomamente l'Mp3 di un brano non contenuto nel database ma che intenda fare ascoltare. Tutto legale? Il ceo Billy Chasen è convinto di essere in una botte di ferro: configurando la modalità di funzionamento del suo sito come "streaming non interattivo" e ponendo alcuni limiti alla riproduzione dei brani, ritiene di rientrare - come Pandora - sotto l'ombrello di tutela del Digital Millennium Copyright Act, che garantisce il diritto a riprodurre brani in pubblico dietro pagamento di una "flat fee" adeguata.  Le case discografiche e gli editori (almeno per ora) tacciono, mentre gli artisti drizzano le orecchie: in collaborazione con Facebook e Twitter, il dj di Filadelfia Diplo ha deciso di usare proprio il dancefloor virtuale di Turntable.fm per testare in pubblico tre brani dal suo nuovo album.

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