Maria Gadù "Il sogno più bello è quello che sto vivendo ora"

E' uscito nelle scorse settimane in Italia il disco di debutto eponimo di Maria Gadù. Brasiliana, 24 anni, Maria suona sin da bambina: prima ha iniziato con il pianoforte, poi è passata allo studio autodidatta della chitarra perchè, come dice lei stessa, "è uno degli stumenti più comodi da portare in giro".

E l'artista, originaria di San Paolo, ha davvero girato moltissimo in questi due anni, e il suo palco è statta la strada: "Ho suonato in Stazione Garibaldi a Milano e ho 'calcato' anche le strade di Venezia e Roma. Sono stata in Italia per cinque mesi, ma il mio italiano è da migliorare", afferma Maria. Tornata nel nostro Paese per esibirsi il 7 luglio a Villa Ada, nella Capitale, la cantautrice brasiliana ha fatto quattro chiacchiere con Rockol riguardo il suo primo album, la sua vita in Brasile e le sue collaborazioni eccellenti. "Ho pubblicato questo album nel 2009, giunto ora in Italia. In questi due anni sono accadute moltissime cose, la mia vita è cambiata radicalmente. Prima di tutto mi sono trasferita da San Paolo a Rio, li uscire è impossibile. Mi riconoscono per strada e non ci sono ancora abituata, è stranissimo e, per questo motivo esco davvero pochissimo. In questo disco ci sono molte canzoni a cui mi sento legata. In particolar modo parlo di 'Shimbalaié",parola che non significa nulla ma ricorda il suono del mare: é un brano che ho scritto quando avevo dieci anni. All'inizio lo odiavo, ora è uno dei pezzi che amo maggiormente cantare. Mi ricorda l'infanzia. Ho imparato a suonare da piccolissima il pianoforte poi sono passata alla chitarra. Mio padre mi ha trasmesso, di sicuro, l'amore per le sette note: è un musicista francese. La scuola migliore però. per me, è stata la strada. Mi esibivo in piazza e nelle stazioni delle metro, poi sono passata ai locali, e li è arrivato l'incontro che mi ha cambiato la vita: Caetano Veloso", racconta Maria. Proprio con Veloso, la Gadù comincia a suonare sui palchi importanti: "Mi ricordo l'incontro con Caetano come se fosse ieri: il batterista con cui suonavo è un grande amico di Veloso e lo ha invitato al live. Subito dopo il concerto ci siamo conosciuti e abbiamo iniziato ad andare insieme agli show di altri artisti ed in seguito è arrivata la proposta di duettare. Chi se lo sarebbe aspettato. Lui e Gilberto Gil sono di sicuro i 'padri' della musica brasiliana contemporanea. In Brasile, oggi, fare musica vuol dire mixare vari generi: il rock ed il pop sono sono spesso mescolati alla musica popolare, come la bossanova o la samba. In questo periodo, ci sono tantissimi miei coetanei che stanno uscendo con lavori meritevoli, come Roberta Ceo, la adoro. Il Brasile ha un ottimo mercato musicale interno, ma difficilmente si riesce ad uscire dai confini. Io sono stata molto fortunata", prosegue la Gadù. Maria ci parla dei suo album futuro, del quale i lavori inizieranno il mese prossimo: "Tra poco mi dedicherò al mio nuovo disco, non vedo l'ora. Ci saranno collaborazioni importanti tra cui dei duetti. uno con Chiara Civello e l'altro con Marco Rodriguez, giovanissimo fadista portoghese. Mi piace la sperimentazione musicale come mi piacciono anche tanti artisti italiani, tra cui Daniele Silvestri e i 99 Posse. Più di tutti amo De André, ascolto tutti i giorni "Bocca di Rosa". Sono anche una tifosa di calcio. Seguo il Palmas, squadra di San Paolo, e sono molto amica di Pato. E' un ragazzo d'oro, davvero.", conclude l'artista.

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