Gang vs. WEA: divorzio consensuale

Si chiude definitivamente il burrascoso rapporto contrattuale tra i Gang e la WEA, protagonisti di una accesa polemica che la scorsa primavera ha avuto vasta eco (vedi news) sulla stampa specializzata. Dopo sei anni di convivenza più o meno pacifica (prima, dal 1994, con la CGD East West e poi, dal dicembre 1996, con Warner Music Italia), le tensioni tra la band e la WEA erano esplose, come si ricorderà, poco dopo l’uscita dell’album “Controverso” (pubblicato lo scorso mese di marzo), quando il gruppo marchigiano accusò esplicitamente la casa discografica di non avere promosso adeguatamente il disco e anzi di averlo volontariamente boicottato. Il conseguente scambio di accuse e di minacce di azioni legali è sfociato ora in un accordo extragiudiziale in base al quale il contratto viene rescisso consensualmente e la band “liquidata” per un importo totale di 105 milioni di lire, tra anticipi royalty, compensi per la mancata realizzazione di un previsto videoclip promozionale e indennizzo per risoluzione anticipata del contratto. In base all’accordo, a WMI resta anche la proprietà dell’album “Controverso” e delle registrazioni precedentemente realizzate dal gruppo per conto del gruppo Warner, mentre ai Gang, come si legge nei documenti riprodotti sul sito ufficiale della band, viene fatto carico di “astenersi da ogni polemica o attacco nei confronti tanto della WMI e della CGD che dei loro dirigenti ed esponenti”, assumendo che in caso contrario la stessa WMI avrà facoltà di ritenere l’accordo stesso (e gli impegni economici che ne conseguono) “automaticamente risolto di diritto”. Motivo per cui i fratelli Severini rinunciano per il momento a ogni ulteriore commento sulla vicenda limitandosi, con un comunicato diffuso in questi giorni, a celebrare quella che considerano una “piccola grande vittoria” e a spiegare l’impossibilità di sostenere i costi di un’altra causa legale dopo quella che da sette anni li vede parti in causa per i riferimenti di cronaca contenuti nel testo del brano “Cento giorni a Palermo” (vedi news).
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