Vivendi-Seagram: anche gli azionisti dicono di sì

Com’era nelle attese di tutti gli osservatori, gli azionisti di Vivendi e Seagram hanno approvato, separatamente, la fusione tra le due società. Il sì definitivo al “merger” è arrivato nella giornata di martedì 5 dicembre, con un voto a larga maggioranza espresso da entrambe le assemblee. Nella sede parigina di Vivendi, dislocata nei dintorni del Louvre, hanno preso parte alla votazione oltre 6.000 azionisti, pari al 39,6 per cento degli aventi diritto (per la regolarità della procedura, la legge richiede un minimo del 25 per cento). Di questi, quasi il 95 % ha approvato l’operazione, che il presidente di Vivendi Jean-Marie Messier ha definito nell’occasione una risposta allo “scetticismo che è un tipico riflesso condizionato francese rispetto ai progetti che manifestano spirito di iniziativa”. Poche ore prima, dall’altra parte dell’Atlantico, il 90 % degli azionisti di Seagram, capitanati dalla famiglia Bronfman e da Philips (che insieme controllano il 36 % del capitale) aveva a sua volta dato l’assenso alla incorporazione delle due società. Al sigillo finale del “merger”, a cui i vertici delle due società lavorano dal giugno scorso, manca solo l’approvazione degli azionisti di Canal Plus, che saranno chiamati ad esprimere la loro volontà questo venerdì (8 dicembre): ma poiché la pay-TV francese è già posseduta al 49 % da Vivendi, gli osservatori ritengono che ottenere il loro consenso sia, a questo punto, una semplice questione di formalità. Se sarà così, la nuova compagine sociale nata per effetto della fusione, Vivendi Universal, farà il suo esordio alle borse di Parigi e di New York già da lunedì prossimo.
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