Il cda non approva il bilancio: chiude Audiradio

Il consiglio di amministrazione convocato per oggi, 21 giugno, non ha cambiato le carte in tavola né è riuscito a raggiungere una posizione di compromesso. E così, a seguito della mancata approvazione del bilancio 2010 da parte dei soci "dissidenti" (RTL 102.5, RDS e gruppo Finelco), si è arrivati a quello che per molti era il "worst case scenario": Audiradio sarà posta in liquidazione. Che la vicenda avrebbe potuto finire in questo modo era nell'aria, dopo lo stallo prolungato che da un anno e mezzo aveva interrotto la pubblicazione dei dati di ascolto radiofonico e stante la netta spaccatura  tra due fronti arroccati su posizioni contrapposte riguardo ai metodi di rilevazione. Da un lato lo schieramento capeggiato dalla Rai, azionista di maggioranza, e che include anche le emittenti dei gruppi editoriali L'Espresso (Radio DeeJay, Radio Capital, M2o) e Mondadori (Radio 101), favorevole all'adozione del sistema "panel diari" che prevede la compilazione manuale dei dati di sondaggio da parte degli utenti inclusi nel campione (e i cui primi risultati avevano sollevato parecchie polemiche in seno agli associati); dall'altro RTL, RDS, Finelco (Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio), fiancheggiati fuori cda da Kiss Kiss e Radio Italia, che premevano per un ritorno al metodo tradizionale ("CATI") fondato su interviste telefoniche e che individuano proprio nell'emittente pubblica, sovvenzionata dal canone di abbonamento, la responsabile numero uno del blocco del servizio (con tutte le ricadute negative che ne conseguono, in termini di introiti pubblicitari, per il settore dell'emittenza privata). La loro richiesta di ottenere la pubblicazione dei pochi dati ritenuti affidabili è stata respinta, provocando una frattura insanabile che avrà per esito la liquidazione. Che succederà, dopo? In un'intervista concessa di recente a Italia Oggi, il presidente di RTL Lorenzo Suraci aveva sostenuto che "se dovesse chiudere Audiradio, tutto andrebbe a vantaggio della carta stampata", mentre il direttore generale di Rds Advertising Alessandro Buda sottolineava che "nessuna radio, da sola, potrebbe commissionare una ricerca di milioni di euro".

    Il consiglio di amministrazione convocato per oggi, 21 giugno, non ha cambiato le carte in tavola né è riuscito a raggiungere una posizione di compromesso. E così, a seguito della mancata approvazione del bilancio 2010 da parte dei soci "dissidenti" (RTL 102.5, RDS e gruppo Finelco), si è arrivati a quello che per molti era il "worst case scenario": Audiradio sarà posta in liquidazione. Che la vicenda avrebbe potuto finire in questo modo era nell'aria, dopo lo stallo prolungato che da un anno e mezzo aveva interrotto la pubblicazione dei dati di ascolto radiofonico e stante la netta spaccatura  tra due fronti arroccati su posizioni contrapposte riguardo ai metodi di rilevazione. Da un lato lo schieramento capeggiato dalla Rai, azionista di maggioranza, e che include anche le emittenti dei gruppi editoriali L'Espresso (Radio DeeJay, Radio Capital, M2o) e Mondadori (Radio 101), favorevole all'adozione del sistema "panel diari" che prevede la compilazione manuale dei dati di sondaggio da parte degli utenti inclusi nel campione (e i cui primi risultati avevano sollevato parecchie polemiche in seno agli associati); dall'altro RTL, RDS, Finelco (Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin Radio), fiancheggiati fuori cda da Kiss Kiss e Radio Italia, che premevano per un ritorno al metodo tradizionale ("CATI") fondato su interviste telefoniche e che individuano proprio nell'emittente pubblica, sovvenzionata dal canone di abbonamento, la responsabile numero uno del blocco del servizio (con tutte le ricadute negative che ne conseguono, in termini di introiti pubblicitari, per il settore dell'emittenza privata). La loro richiesta di ottenere la pubblicazione dei pochi dati ritenuti affidabili è stata respinta, provocando una frattura insanabile che avrà per esito la liquidazione. Che succederà, dopo? In un'intervista concessa di recente a Italia Oggi, il presidente di RTL Lorenzo Suraci aveva sostenuto che "se dovesse chiudere Audiradio, tutto andrebbe a vantaggio della carta stampata", mentre il direttore generale di Rds Advertising Alessandro Buda sottolineava che "nessuna radio, da sola, potrebbe commissionare una ricerca di milioni di euro".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.