Roger Waters tra la guerra in Kosovo e la guerra ai Pink Floyd

Roger Waters tra la guerra in Kosovo e la guerra ai Pink Floyd
L’ex leader dei Pink Floyd ha parlato con “Billboard” del suo nuovo album, “In the flesh”. Si tratta di un doppio CD tratto dal suo tour americano, e nel quale i brani dei Pink Floyd sono in maggioranza rispetto a quelli della sua carriera solista (vedi anche l’elenco già riportato da Rockol). "Ho come avvertito, negli ultimi due anni, che la gente si è dimenticata di chi sono, di quanto ho dato ai Pink Floyd, e di quanto la mia filosofia personale ma anche musicale sia diversa da quella di Dave Gilmour. Non è che ci pensi tutto il tempo, ma il fatto che lui e Nick (Mason) girino gli stadi del mondo suonando quelle canzoni che io ho scritto contro quel tipo di commercializzazione non è molto diverso dal pensare ai miei figli venduti per prostituirsi. E’ una cosa molto dolorosa, e se avessi potuto, l’avrei impedita”. Waters allo stesso modo disapprova la pubblicazione di "The Wall live 1980-81: Is there anybody out there?". “Io non ho nulla a che farci: i Pink Floyd sono una compagnia della quale ognuno di noi ha il 25% delle azioni, così gli altri sono sempre in grado di mettermi in minoranza su qualsiasi questione. Mi sono fatto una ragione della sua pubblicazione, anche se non posso nascondere che ritengo la confezione del CD disgustosa”.
“In the flesh”, che sarà anche proposto in una versione DVD con immagini ad alta definizione dei concerti e un documentario di mezz’ora sul tour, contiene un nuovo brano, “Each small candle”, ispirata da un atto di pietà di un soldato serbo nei confronti di una donna albanese durante la guerra in Kosovo; il primo verso è tratto da una poesia di un autore sudamericano, vittima di torture – del quale Waters non conosce il nome. Fino a quando non lo scoprirà, le royalties andranno ad Amnesty International. Intanto, il bassista continua a lavorare al suo nuovo album in studio e all’opera “Ça ira”, sulla rivoluzione francese: “Ho appena finito di registrare con un tenore, Paul Groves, che ha cantato le parti in inglese. Ho anche pronti i cori; alla fine del prossimo anno dovrebbe uscire il disco”.
Dall'archivio di Rockol - l'Us+Them tour nella versione outdoor, a Lucca e Roma
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