Warner Music, al ceo Bronfman una buonuscita da 21 milioni di dollari

Il 6 luglio l'assemblea degli azionisti di Warner Music sarà chiamata a deliberare sulla liquidazione milionaria prevista per l'amministratore delegato Edgar Bronfman Jr. e il suo braccio destro Lyor Cohen, nel caso venga finalizzata la vendita della società alla Access Industries di Len Blavatnik. La buonuscita di Bronfman ammonterebbe a ben 21,7 milioni di dollari, 16,8 milioni dei quali - scrive il New York Post - inclusi in un "paracadute d'oro" a base di stock option e premi in azioni vincolate riscattabili nell'ipotesi di un passaggio di proprietà all'imprenditore di origini russe. "Bronfman", annota la reporter Claire Atkinson con una punta di malizia, "deve un ringraziamento speciale al consiglio di amministrazione Warner, per i 13 milioni di dollari in azioni vincolate incassabili solo in forza della tempestiva decisione con cui all'inizio dell'anno il cda ha abbassato l'ostacolo del prezzo azionario che fa scattare la restrizione sui titoli" (per esercitare i propri diritti sul "restricted stock", concepito come premio agganciato alle performance economico-finanziarie dell'impresa, la quotazione corrente di mercato deve risultare superiore a un valore prefissato). "In forza del contratto originale", scrive ancora la Atkinson, "i premi sullle azioni vincolate di Bronfman potevano essere incassati a una quotazione di 10 dollari o superiore. Una cifra ben al di sopra del valore di 4,90 dollari a cui le azioni erano valutate quando, il 19 gennaio, il cda ridusse prezzo che fa decadere il vincolo a 7 dollari. Il giorno seguente, 20 gennaio, iniziò a circolare la notizia che Warner Music si era messa in vendita, con l'effetto che la quotazione crebbe del 27 per cento. In maggio, Blavatnik ha stipulato un accordo per acquistare la società al prezzo di 8,25 dollari per azione".

Warner ha fatto il suo ingresso in Borsa nel maggio del 2005 con un prezzo iniziale di 17 dollari per azione, raggiungendo la massima quotazione nel luglio del 2006 (29,08 dollari). Da allora, ha cominciato a perdere valore, toccando il minimo storico nel marzo del 2009 (1,68 dollari).

 

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