PFM in versione classica: 'Cosa avrebbe fatto Mozart con un basso per le mani'

PFM in versione classica: 'Cosa avrebbe fatto Mozart con un basso per le mani'

La Premiata Forneria Marconi si ripropone in una nuova veste: la band andrà in scena per la prima volta, al Teatro degli Arcimboldi di Milano, con il progetto PFM In Classic. Il concerto - benefico - è previsto per il prossimo 23 settembre ed è promosso dalla Provincia di Milano, in sinergia con il Consolato generale della Confederazione elvetica, per festeggiare il 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Svizzera. L'esperimento prevede una fusione tra musica rock e classica grazie alla partecipazione, oltre che della formazione prog italiana, dell'Orchestra Sinfonica della Svizzera Italiana e dei Cameristi della Scala, per un totale di 60 elementi, diretti da Bruno Santori (direttore artistico di Sanremo). L'idea sarebbe quella di rivisitare con strumenti, timbri e improvvisazioni tipiche della musica moderna alcuni grandi classici della musica sinfonica, con lo scopo di avvicinare un nuovo pubblico ad alcuni dei maggiori compositori italiani ed europei come, tra gli altri, Verdi, Mascagni, Rossini, Beethoven, Mozart, Prokofiev. "E' un melting pot di sensazioni. Un grandangolo emotivo per un nuovo modo di intendere la musica classica, il suo respiro elettronico", ha dichiarato Franz Di Cioccio durante la conferenza stampa, continuando: "Si tratterà di creare un'altissima opera di ingegneria, una sorta di ponte tra due culture distanti ma non distinte. Scoprire Verdi e Mozart da un punto di vista rock è entrare nella loro musica e creare nuova massa". Come precisato dalla manager della band, Iaia De Capitani, PFM In Classic darà la possibilità ai musicisti di tornare alle origini (ovvero a quelle sonorità che avevano imparato ad ascoltare e studiare da piccoli, prima di essere "traviati" dall'avvento del rock inglese), ma anche di dar prova di un' evoluzione nella carriera del gruppo. "Sappiamo che ci stiamo imbattendo in un'operazione coraggiosa, ma abbiamo la consapevolezza e la coscienza di farlo nel rispetto totale della 'Grande Madre Musica Classica'", è intervenuto Franco Mussida, proseguendo: "Forse abbiamo raggiunto la piena certezza che ciò che conta è aver il gusto delle cose; far cogliere al pubblico la profondità delle esperienze". Alcuni dei brani classici maggiormente popolari e riconoscibili - i nomi citati sono stati quelli del "Nabucco" di Verdi, di "Guglielmo Tell" di Rossini e del "Il Flauto Magico" di Mozart - si apriranno a un nuovo linguaggio musicale, ma nel totale rispetto della scrittura originale. A questo proposito, Patrick Djivas (bassista della band), ha precisato: "Non dobbiamo toccare niente di quello che è già stato scritto, solo subentriamo con una nostra scrittura. Cerchiamo la migliore esposizione elettrica per ogni brano. Fin troppo si sono sfruttate le melodie classiche per vendere musica o, peggio, prodotti alimentari. Noi stiamo cercando di capire cosa avrebbe fatto Mozart con un basso, una chitarra elettrica o una batteria per le mani".    

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