NEWS   |   Industria / 14/06/2011

PricewaterhouseCooper: la recessione musicale continua fino al 2015

PricewaterhouseCooper: la recessione musicale continua fino al 2015

Italia, Francia, Germania, Australia e Giappone (per effetto del terremoto, dello tsunami e della catastrofe nucleare di Fukushima) saranno tra i Paesi industrializzati a più basso tasso di crescita nel settore dei media e dell'intrattenimento da qui al 2015; musica registrata e carta stampata (giornali quotidiani) gli anelli deboli della catena. Così pronostica l'annuale "Global Entertainment & Media Outlook" redatto dalla società di consulenza e di revisione PricewaterhouseCooper, che peraltro traccia generalmente un quadro decisamente più positivo rispetto al quinquennio precedente in virtù della ripresa degli investimenti pubblicitari e dell'evoluzione tecnologica che rende disponibili sul mercato prodotti flessibili e appetibili al pubblico come i nuovi tablet.

Secondo PwC, nell'arco temporale 2011-2015 il comparto media & entertainment crescerà mediamente del 5,7 % a 1,9 trilioni (migliaia di miliardi) di dollari; da sottolineare le aspettative di crescita sulla Cina, che dovrebbe diventare la terza potenza mondiale del settore sopravanzando la Germania alle spalle di Stati Uniti e Giappone.

Negli Usa, il mercato più maturo in questo ambito, il tasso stimato medio di crescita è stato corretto dal 3,8 al 4,6 %, grazie a una ripresa economica iniziata prima del previsto (555 miliardi di dollari complessivi nel 2015). A trainare lo sviluppo sarà il comparto digitale, che dovrebbe assorbire il 25 % del fatturato a fine periodo, e in particolare Internet: le stime PricewaterhouseCooper parlano di un incremento del 7,8 % nei servizi di accesso alla rete e del 12,2 % in più nel Web advertising (il cui valore nel 2015, 46,3 miliardi di dollari, dovrebbe superare quello prodotto dall'industria cinematografica, 35 miliardi di dollari). A dispetto della crisi dell'ultimo anno, PwC prevede un discreto ritmo di crescita, 4,6 %, per l'industria dei videogiochi. Al contrario, il fatturato di musica registrata e quotidiani, secondo il rapporto, calerà mediamente dello 0,4 % all'anno; ma a fine 2015 dovrebbe finalmente ricominciare a crescere, sia pure su tassi modesti.