L'assicurazione si rifiuta di pagare per la morte di Michael Jackson

L'assicurazione si rifiuta di pagare per la morte di Michael Jackson

Lloyd's of London, forse la più celebre compagnia di assicurazioni del mondo, fondata nel 1774 e con sede nella City, si rifiuta di pagare al promoter AEG Live la polizza per la quale era stata assicurata la "residency" di Michael Jackson alla O2 Arena.

La permanenza dell'artista sfumò, come noto, per la sua prematura morte che ovviamente portò alla cancellazione delle cinquanta date. Lloyd's afferma che il documento non è valido in quanto AEG Live non ha mai specificato che l'artista aveva dei problemi di abuso o dipendenza da medicinali. AEG Live concluse l'accordo con Lloyd's due mesi prima della scomparsa, nel giugno 2009, del King of Pop per probabile abuso di Propofol. Pochi giorni dopo il luttuoso evento AEG chiese, accompagnando il documento col certificato di morte di Jackson, il pagamento della polizza sottoscritta, ovvero 17.500.000 dollari. Lloyd's chiede al tribunale di Los Angeles di annullare la polizza in quanto non fu mai in grado di condurre un esame medico sul cantante, che curiosamente nel contratto figura con il nome di Mark Jones. Inoltre Lloyd's asserisce di non essere obbligata a pagare in quanto AEG non fornì le informazioni richieste su Conrad Murray, il medico che aveva in carico Jackson. Howard Weitzman, avvocato della Jackson Estate, ha riferito a fonti USA che l'azione legale di Lloyd's non è altro che un tentativo di evitare di pagare quanto sarebbe dovuto.

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