NEWS   |   Industria / 07/06/2011

Da Elio a Lyle Lovett: il programma del Festival di Villa Arconati

Da Elio a Lyle Lovett: il programma del Festival di Villa Arconati

La recessione costringe qualunque operatore culturale (privato e pubblico, in questo caso Provincia di Milano e Comune di Bollate) a stare attento al portafoglio, la concorrenza estiva è sempre più agguerrita (un nome per tutti: il Milano Jazzin Festival, paragonato a “una corazzata, con budget che certo noi non possiamo permetterci”), ma il Festival di Villa Arconati, giunto alla ventitreesima edizione, non abbassa la guardia: 480 mila euro di investimento (coperti in parte dagli sponsor), circa 50 mila in meno dell’anno scorso, sono stati sufficienti ad allestire un cartellone numericamente più ricco, 13 spettacoli contro 10 (senza contare i quattro dedicati alla danza, una novità di questa edizione) e a puntare su un programma che il direttore artistico GIancarlo Cattaneo definisce di “consolidamento”. Si comincia il 21 giugno con Elio e le Storie Tese e si finisce esattamente un mese dopo con il “double bill” composto da Joan As Police Woman e dal cantautore texano Lyle Lovett (in versione “acoustic group”); in mezzo proposte nuove e stimolanti (la pittoresca e trascinante street band congolese Staff Benda Bilili, il 23 giugno), graditi ritorni (i Chieftains, ambasciatori d’Irlanda, già protagonisti dell'edizione 1991), cantautori affermati come Daniele Silvestri (il 24 giugno) e Alex Britti (il 18 luglio), non allineati come Giovanni Lindo Ferretti (il 7 luglio)  ed emergenti come Raphael Gualazzi (28 giugno, uno dei più richiesti – dice Cattaneo – in prevendita). E poi il jazz dello Stefano Bollani Danish Trio (il 4 luglio) e di Cassandra Wilson (il 10 luglio), la musica capoverdiana di Cesaria Evora (il 20 luglio), quella brasiliana di Adriana Calcanhotto e Vincius Cantuaria (il 13 luglio) , quella tzigana di Goran Bregovic (il 14 luglio), a comporre come sempre un mosaico colorato e di "crossover" tra jazz, etnica e canzone d'autore. I prezzi, come da tradizione, sono contenuti (fino a un tetto massimo di 30 euro); "la  scommessa" - dice ancora Cattaneo - "è quella di portare la musica, lo spettacolo e la cultura anche fuori MIlano", in quella che assessori comunali e provinciali vedono come "una tappa fuori le mura di avvicinamento all'Expo". Unica incognita le condizioni climatiche: causa i lavori di ristrutturazione della villa, quest’anno soltanto il palco sarà al coperto.
 

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