Placebo: una giornata milanese a contatto con il pubblico

Placebo: una giornata milanese a contatto con il pubblico
Una rumorosa invasione di fan dei Placebo ha segnato la giornata di ieri 8 Novembre al nuovissimo megastore della Fnac di Milano, dove Brian Molko e compari hanno incontrato il loro pubblico, nonchè la amata/odiata stampa prima del concerto previsto per la serata.
Quando entra nella stanza dell'incontro con i giornalisti, Brian Molko, per l'occasione truccato con un vistoso ombretto verde acqua, guarda nel vuoto e sorride. Appare compiaciuto del contatto con il suo pubblico, piuttosto che essere oggetto di critiche mal sopportate (quelle della stampa inglese, soprattutto) e divagazioni sui temi più futili quali la sua identità sessuale. "Quando un argomento è ormai trito e ritrito senti solo il bisogno di passare ad altro", commenta. "Quanto puoi parlare della stessa cosa prima di addormentarti? Penso che qualsiasi persona nella nostra situazione proverebbe le stesse cose. Credo solo che ci siano cose più importanti di cui parlare".
Il buon andamento del nuovo album del gruppo "Black Market Music" rende il gruppo decisamente più rilassato. "Proviamo un senso di rivalsa; siamo soddisfatti e orgogliosi. Sono stati cinque anni di duro lavoro e finalmente è giunto il momento di ricevere il giusto riconoscimento", commenta Molko. "Black market music", terzo disco della band "multirazziale" composta da un inglese, un americano ed uno svedese, ha segnato una svolta decisamente rock rispetto alle atmosfere un po’ decadenti del passato. "Abbiamo sempre creduto che ogni lavoro fosse come un 'mattone' utile per la costruzione della nostra carriera, e ogni album può rappresentare 'un nuovo inizio'. Proviamo una grande sensazione di 'conquista' e crediamo che questo sia il nostro disco più eclettico, come se tutto quello che abbiamo tentato di fare in passato abbia trovato un posto qui”, spiega Brian a Rockol, decisamente lusingato dell'entusiasmo del pubblico.
Lo stesso atteggiamento un po’ compiaciuto viene adottato anche la sera, sul palco dell'Alcatraz di Milano, sul quale i Placebo si dimenano come esseri alieni, vestiti da dark ma immersi tra luci pulsanti ed ipnotiche, come la loro musica.
Scherzano anche, tra una canzone e l'altra, nominando una serie di autori pop italiani: "Adesso vi canterò una canzone ma non è 'Ti amo' di Umberto Tozzi e nemmeno Zucchero o Cicciolina". Chissà da dove gli è venuto l'accostamento... Durante il concerto il pubblico sembra soddisfatto, c'è solo un momento di stanca al susseguirsi di tre brani lenti prontamente scongiurato dalla successiva iniezione di energia. Il gran finale, naturalmente, tocca a "Pure morning".
Il concerto si dimostra riuscito; viene turbato solamente da un momento di tensione quando Molko si arrabbia perché si accorge che qualcuno tra la folla in delirio, sta riprendendo lo show. Un modo alquanto bizzarro di instaurare un rapporto coi fan, che peraltro lo applaudono felici suggellando la gloriosa giornata milanese. Ma, si sa, "The show must go on".
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