I discografici europei chiedono la riduzione dell'IVA sui dischi

Parte dalla Francia e si propaga in tutta Europa la battaglia per la riduzione dell'IVA sui dischi. L'organizzazione dei discografici francesi SNEP, infatti, si è fatta promotrice della creazione di un nuovo ente, l'Associazione Europea per un'IVA più bassa sui CD, invitando artisti e case discografiche, editori musicali e titolari di studi di registrazione di tutta Europa a unire le forze per rendere più efficaci le pressioni esercitate dalla comunità musicale sia sui governi locali che presso gli organi europei. Proprio in Francia il nuovo ministro per la Cultura e le Comunicazioni Catherine Trautmann si è espressa a favore di una riduzione dell'IVA sui dischi; ma il direttore generale della SNEP Herve Rony, pur esprimendo soddisfazione per la posizione del governo francese, ha sottolineato che in questo momento la figura chiave in grado di dare una svolta alla poltica fiscale europea in tema di prodotti musicali è l'italiano Mario Monti, commissario europeo in carica per il mercato comune. La nuova associazione europea, che fa base a Parigi e che nei prossimi mesi aprirà uffici di rappresentanza in altri territori, lavora in vista della scadenza del 1999, quando gli stati membri dell'Unione Europea saranno chiamati a implementare nelle rispettive legislazioni nazionali le norme che dovranno disciplinare l'IVA nel mercato comune: l'obiettivo dell'industria musicale è di ottenere l'inclusione dei prodotti musicali fra i beni culturali a regime fiscale privilegiato (come avviene ad esempio per i libri), con il fine di ridurre a zero o quantomeno di ridurre drasticamente un'imposta che oggi arriva, in alcuni paesi europei, fino al 17,5 per cento. Per sostenere la sua battaglia, l'associazione europea ha varato un campagna di informazione del valore di 600.000 franchi che ha coinvolto anche la catena specializzata francese FNAC: quest'ultima, il 21 giugno scorso, ha messo in vendita per un giorno i suoi CD al prezzo che avrebbero se l'IVA venisse ridotta. Rick Dobbis, uno dei discografici di maggior spicco a livello europeo (è responsabile delle attività della PolyGram in tutta l'Europa continentale) ha tuttavia sottolineato di non considerare la riduzione dell'IVA come uno strumento per ridurre i prezzi dei CD. "Non sono convinto che riducendo il prezzo della musica registrata si venderebbero più dischi, se non forse nel breve periodo", ha dichiarato Dobbis, aggiungendo che la riduzione dell'imposta sui dischi rientra piuttosto in una questione di giustizia fiscale: "gli acquirenti di musica dovrebbero essere trattati con equità e la musica registrata dovrebbe essere trattata come un bene culturale".
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