Le dimissioni di Dornemann e Zelnick da BMG: non è solo colpa di Napster

Non sarebbe stato il “caso Napster” (con cui Bertelsmann ha siglato un rivoluzionario accordo la settimana scorsa, vedi news) a provocare la prossima fuoriuscita dal gruppo tedesco dei due top executive Michael Dornemann (presidente di BMG Entertainment) e Strauss Zelnick (presidente e chief executive di BMG), annunciata domenica 5 novembre (vedi news). In un’intervista all’agenzia Reuters Dornemann, 55 anni, ha dichiarato di rispettare la nuova generazione di vertice di Bertelsmann, ma di avere “punti di vista differenti” circa il futuro del gruppo. Tanto lui che Zelnick, in particolare, si sarebbero trovati in disaccordo con il nuovo disegno organizzativo che mira a diminuire il ruolo di BMG Entertainment nei settori di Internet e della televisione. Secondo fonti vicine all’azienda, Zelnick, 43 anni, si sarebbe opposto in un primo momento anche all’accordo con Napster, fortemente voluto dal numero uno di Bertelsmann, Thomas Middelhoff. Voci sulle possibili dimissioni dei due executive circolavano comunque già da diverso tempo, e i contrasti su Napster sarebbero stati solo la punta dell’iceberg in un conflitto latente tra i vertici di BMG e quelli della capogruppo Bertelsmann, Middelhoff in testa, riguardo alla gestione del patrimonio musicale in mano alla holding: i due dirigenti di BMG avrebbero in qualche modo cercato di difendere il business tradizionale dell’azienda dalla strategia arrembante di Middelhoff, che punta tutto su Internet e sulla convergenza tra e-commerce e contenuti. L’immagine di Zelnick all’interno dell’azienda si sarebbe anche deteriorata in conseguenza dei litigi, ampiamente pubblicizzati, con Clive Calder, il boss della Jive (l’etichetta di Britney Spears, ‘N Sync e Backstreet Boys) e soprattutto con il “mostro sacro” Clive Davis, fondatore della Arista.
Quanto al futuro, sembra chiaro che né Zelnick né Dornemann, una volta usciti da BMG, resteranno con le mani in mano, e certamente nessuno dei due rischia di andarsene a mani vuote: secondo alcune stime, a Zelnick (il cui contratto sarebbe scaduto tra due anni e mezzo) toccherà una liquidazione compresa tra i 20 e i 50 milioni di dollari. Le prime indiscrezioni lo danno come prossimo presidente di On2.com, un provider di servizi a banda larga destinato al business-to-business, mentre Dornemann ha già annunciato che conserverà un rapporto di consulenza con Bertelsmann, quando abbandonerà il suo incarico di presidente di BMG Entertainment a fine giugno 2001.
Intanto, il gruppo tedesco ha già provveduto a tappare le falle con due nuove aggiunte al consiglio di amministrazione, effettive dall’inizio dell’anno prossimo: i nuovi membri sono Arnold Bahlmann (noto in Italia per avere coordinato l’operazione di acquisto e di incorporazione della Ricordi) e Rudi Gassner (nel ruolo di presidente e chief executive) già a capo di BMG International e dimissionario dall’inizio dell’anno, sembra proprio per dissensi con Zelnick.
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