e-G8, Sean Parker (ex Napster) crede nella rinascita della discografia

Sconfitto da Len Blavatnik nella corsa all’acquisto di Warner Music (dove si è presentato a fianco degli investitori Doug Teitelbaum e Ron Burkle, il re dei supermercati americani) Sean Parker, cofondatore di Napster e  finanziatore di Spotify, crede fermamente nel rilancio del music business il cui modello tradizionale ha contribuito ad affossare. Lo ha ribadito nel corso di un intervento alla conferenza e-G8 di Parigi, cui – in preparazione del G8 di Deauville che inizia oggi – hanno  partecipato molti dei pezzi grossi mondiali della Web economy. “L’industria discografica è sul punto di essere rimessa in sesto”, ha sostenuto Parker, argomentando che il processo andrà a buon fine una volta completato il passaggio dall’acquisizione (downloading) alla fruizione (streaming). “Credo che si stia per verificare un cambiamento piuttosto importante nel modo in cui la musica viene monetizzata. I back catalog delle etichette discografiche sono destinati a diventare estremamente preziosi. Guardate quel che succede su Spotify”, ha aggiunto, “è il back catalog a guidare i consumi”. Parker sostiene conseguentemente che “le società musicali tradizionali sono tuttora sottovalutate” sul mercato finanziario, ma non dice come questa visione del business si concili con la natura di un’industria da sempre basata sulla ricerca e lo sviluppo di nuovi talenti. Tra l’altro, osserva giustamente Billboard, già oggi il catalogo riveste un’importanza fondamentale nelle vendite dei negozi digitali: negli Stati Uniti, la sua quota vale attualmente il 47 % degli album e il 60 % degli acquisti di singoli brani.   

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