Concerti, Burt Bacharach apre 'Musicastelle in Blue' in Valle d'Aosta

Concerti, Burt Bacharach apre 'Musicastelle in Blue' in Valle d'Aosta

Pressato dalla concorrenza dei festival estivi (a sovvenzione pubblica) e dalle fughe dei milanesi nei weekend, il Blue Note di via Borsieri si appresta a chiudere (sabato prossimo, 28 maggio) la stagione 2010-11. Traslocherà per una settimana in Valle d’Aosta, al Forte di Bard, con la seconda edizione, rinforzata nel cast e nella durata, di  “Musicastelle in Blue” in programma nel mese di luglio: apertura il giorno 8 con  Burt Bacharach (che due giorni prima duetterà con  Mario Biondi al Jazzin Festival di Milano), cui seguiranno Incognito (9 luglio), Brad Mehldau e Joshua Redman in duo (12), Manhattan Transfer (il 13), Return To Forever IV (il 15, con il leader Chick Corea accompagnato da Stanley Clarke, Lenny White, Jean-Luc Ponty e Frank Gambale) e The Original Blues Brothers Band il 16 (in sostituzione della già annunciata Natalie Cole). Un’occasione per ascoltare buona musica nella suggestiva Piazza d’Armi del Forte dotata di  circa 800 posti a sedere ma anche per godere delle bellezze della Valle d’Aosta e degustare la sua cucina, osserva l’assessore regionale al Turismo Aurelio Marguerettaz sottolineando che la rassegna ha finalità di promozione del territorio e si collega ad altre iniziative culturali (sono previsti pacchetti turistici e sconti sui prezzi dei biglietti  in funzione dei pernottamenti prenotati; chi assiste ad almeno a uno spettacolo di “Musicastelle in blue” potrà usufruire di una riduzione sul biglietto d’ingresso alla mostra di Joan Mirò allestita presso lo stesso Forte di Bard). Molti artisti”, spiega Marguerettaz, “arrivano in Valle con il loro bagaglio di notorietà e il giorno dopo se lo portano via. Con questa rassegna speriamo sedimentino qualcosa sul territorio, invogliando il pubblico a soggiornare e ad approfondire la conoscenza della Regione”. “E, questo, un esempio di funzionamento ideale della partnership tra pubblico e privato”, sostiene il presidente del Blue Note Paolo Colucci, che in Valle d’Aosta aveva già portato l’anno scorso George Benson e McCoy Tyner e che risponde così a chi osserva la mancanza di artisti italiani in cartellone: “E’ un caso, legato anche ad alcuni aspetti logistici. Abbiamo badato, ove possibile, a garantire al Festival delle esclusive territoriali, anche parziali; e va considerato che le grandi agenzie e i manager internazionali pianificano i tour estivi dei loro artisti con largo anticipo rispetto ai nostri ritmi, da dicembre a metà gennaio: siamo dovuti intervenire con largo anticipo per non lasciarci sfuggire le occasioni migliori”.  Colucci stila anche un bilancio dell’ultima stagione del Blue Note, stabile nell’affluenza  (oltre 50 mila presenze) a dispetto della crisi economica. “Sul palco del Blue Note salgono artisti di altissimo livello, e sono particolarmente lieto di avere convinto ad esibirsi da noi, dopo un lungo corteggiamento, Dee Dee Bridgewater. Certo, si fatica, ma andiamo avanti: nel pieno rispetto delle norme, delle esigenze del vicinato e soprattutto del pubblico. E senza nessun finanziamento: siamo una società privata a responsabilità limitata e non abbiamo accesso a risorse esterne”. Chiudere anticipatamente la stagione, si capisce, gli dà fastidio, e Colucci non si fa pregare per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Capisco i milanesi che in estate abbandonano la città per andare al fresco. Molto meno quelli che si danno in pasto agli scarafaggi dell’Arena Civica. Non ho nulla contro una rassegna come il Milano Jazzin Festival, che tra l’altro è curata da amici. Ma lì il jazz ormai c’entra poco; si sente che manca una cabina di regia”.  

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