NEWS   |   Pop/Rock / 24/05/2011

I 70 anni di Bob Dylan: l'omaggio di Tito Schipa Jr. in esclusiva per Rockol

I 70 anni di Bob Dylan: l'omaggio di Tito Schipa Jr. in esclusiva per Rockol

Di seguito vi proponiamo l'introduzione scritta nel 1990 da Tito Schipa Jr. al libro "Mr. Tambourine - Tutte le canzoni e le poesie di Bob Dylan vol.3". Mentre la leggete, potete ascoltare "Amore via zero/Illimitato", il suo riadattamento di "Love minus zero" di Mr.Zimmerman. La trovate nascosta, ma neanche troppo, tra le pieghe del testo. Ovviamente a Tito Schipa va il nostro più sentito ringraziamento per averci concesso le sue parole e le sue canzoni. Buona lettura.


Non correte.
Respirate profondamente, lentamente.
Tra un respiro e l'altro, sul respiro, leggete un verso.
Lasciatelo sciogliere in bocca con tutta calma, come una caramella balsamica.
Vedrete allora che pur se la caramella aveva a prima vista un aspetto un po' "cheap", un po' bambinesco (come quei bon-bon usciti dalle ampolle di vetro delle vecchie cartolerie, tra quaderni neri e gomme colorate, ai tempi della scuola) - vedrete che il sapore, il "retrogusto", e soprattutto la sensazione finale, sarà semplice e profonda come il vostro stesso respiro. La stessa cosa accade in certi canti popolari italiani, anche in un semplice coro alpino. La sgrammaticata prima impressione si tramuta pian piano in qualcosa che ci somiglia e ci racconta più validamente di tanta poesia paludata.
A me è sempre parso di vederlo, questo ragazzino smilzo piombato nella metropoli fatale giù dalla sua Hibbing ferruginosa. Lo vedo chino su un blocnotes, con la chitarra momentaneamente messa a terra e gli occhi fissi sul filo scuro che gli esce dalla penna, come la scrittura automatica di un medium. Gli vedo lo sguardo sorpreso, sorpreso da quella valanga di rime che gli sgorga dal cervello senza sosta, come un'eruzione gloriosa, come una tracimazione apocalittica.
Rime, rime, rime. Soprattutto le rime. Guai se non ci fosse la rima. La corazza, il cilicio, la vergine di Norimberga dello schema delle rime. Questa costrizione comprime lo spirito del poeta come le pareti della caldaia comprimono il vapore. Ma senza quella costrizione, il getto che va alla valvola non avrebbe nessuna forza, non smuoverebbe nessuna locomotiva. La caldaia Bob Dylan, schizzando poesia tra le cerniere d'acciaio delle rime, smuove le montagne.
Ora, è un po' come nei libretti d'opera. Leggeteli senza la musica, superficialmente e fuori del ritmo, e possono anche farvi sorridere, in alcuni casi indisporvi.
Ma collocateli sui binari vellutati della musica per cui sono nati e scoprirete un'arte della versificazione, della sintesi, del quintessenziale che ricorda quella degli antichi greci.



Se Bob Dylan, pur inanellando ghirlande di vocaboli che non possono prescindere dalla musica, ha finito per essere considerato da alcuni il più grande poeta americano degli anni Settanta, che dire di quel che accade quando alla poesia si aggiunge la musica?
Questo libro non potrà mai sostituire neanche minimamente l'emozione che, come dice Fernanda Pivano, "ci ha fatto tremare nel sogno di un mondo di comunicazione universale e di non violenza". Ciò che non può venire dall'ascolto di quella voce "di sabbia e colla" (questo l'ha detto David Bowie).
Ma, come dicevo, leggete lentamente. Prendete dentro di voi il passo della canzone, quadrate il tempo col vostro respiro. La rima dev'essere già un ricordo, quando ci arrivate, fosse anche venuta un rigo prima. L'affresco universale di una generazione straordinaria e irripetibile si comporrà lentamente sotto i vostri occhi e Robert Zimmerman, il "cacarime" esuberante e caotico venuto dal Minnesota, si trasformerà, come un ranocchio baciato, nel cantastorie totale Bob Dylan, amoroso-spiritoso-incazzoso-irrispettoso-e-piuttostonervoso senza il quale non so voi, ma io oggi non sarei del tutto quello che sono.

Amai trite parole che non uno osava.
M'incantò la rima fiore amore,
la più antica difficile del mondo.

Saba

Ad ogni modo

se fa rima, fa rima
se no, non la fa
se viene, viene
se no, non verrà…

E comunque

la verità è un argomento da ubriachi

Dylan

TITO SCHIPA JR, 1990

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