Come Eminem: Whitesnake e altri contro Universal sui diritti digitali

Come Eminem: Whitesnake e altri contro Universal sui diritti digitali

Il caso Eminem ha fatto scuola. Due mesi dopo che i produttori del rapper bianco hanno portato a casa una vittoria contro Universal Music per la disputa sul conteggio delle royalties dovute riconducibili ai diritti digitali, e dopo che anche Rick James l'ha avuta vinta contro la major, ecco altre quattro cause illustri: Whitesnake, Rob Zombie, White Zombie e Dave Mason le hanno intentato causa contro presentando i casi presso una corte federale di San Francisco. L'accusa in tutti e quattro i casi è di avere trattato il singolo download digitale come vendita anzichè come licenza; non una questione di lana caprina, poichè nel primo caso le royalties lorde oscillano mediamente tra il 10% e il 15%, mentre nel secondo la royalty netta può arrivare fino al 50%.Tecnicamente le quattro istanze sono riunite in una 'class action' che vede i querelanti accusare Universal di "pratiche scorrette per avere consapevolmente alterato i calcoli delle royalties dovute". La major, che naturalmente si difenderà in aula, eccepisce che non ci sono nemmeno i termini per una 'class action' - che, nell'eventualità in cui si risolvesse positivamente per i querelanti, penderebbe come una spada di Damocle sulla testa di tutte le major; nella fattispecie i querelanti sostengono che "Universal potrebbe dovere ai suoi artisti svariate decine di milioni all'anno".

    Il caso Eminem ha fatto scuola. Due mesi dopo che i produttori del rapper bianco hanno portato a casa una vittoria contro Universal Music per la disputa sul conteggio delle royalties dovute riconducibili ai diritti digitali, e dopo che anche Rick James l'ha avuta vinta contro la major, ecco altre quattro cause illustri: Whitesnake, Rob Zombie, White Zombie e Dave Mason le hanno intentato causa contro presentando i casi presso una corte federale di San Francisco. L'accusa in tutti e quattro i casi è di avere trattato il singolo download digitale come vendita anzichè come licenza; non una questione di lana caprina, poichè nel primo caso le royalties lorde oscillano mediamente tra il 10% e il 15%, mentre nel secondo la royalty netta può arrivare fino al 50%.Tecnicamente le quattro istanze sono riunite in una 'class action' che vede i querelanti accusare Universal di "pratiche scorrette per avere consapevolmente alterato i calcoli delle royalties dovute". La major, che naturalmente si difenderà in aula, eccepisce che non ci sono nemmeno i termini per una 'class action' - che, nell'eventualità in cui si risolvesse positivamente per i querelanti, penderebbe come una spada di Damocle sulla testa di tutte le major; nella fattispecie i querelanti sostengono che "Universal potrebbe dovere ai suoi artisti svariate decine di milioni all'anno".

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