Red Ronnie nella bufera di Facebook: un parere personale

Mi hanno un po' tirato per la giacchetta, già in parecchi, chiedendomi un parere sulla disavventura mediatica in cui è incappato Red Ronnie. Probabilmente perché molti sono a conoscenza del fatto che conosco Gabriele Ansaloni (è il nome anagrafico di Red) da un sacco di tempo: dal 1978, nientemeno (come peraltro ho già raccontato ampiamente su Rockol).

Mi è un po' difficile esprimermi sull'argomento: non solo perché detesto la "caccia all'untore", cioè l'accanimento indiscriminato nei confronti di una persona (e la detesto anche quando l'accanimento non è privo di qualche motivazione); ma anche perché, conoscendomi, rischio di imbarcarmi in una difesa donchisciottesca - non foss'altro che in nome di una vecchia benché non più coltivata amicizia.

Un paio di cose, però, posso dirle.

La prima: chi ottiene incarichi, lavori, occasioni professionali - anche nel caso in cui siano meritati, intendiamoci - grazie all'amicizia o alla benevolenza di qualche potente (che sia il sindaco di una città, il direttore di un giornale, l'amministratore delegato di una società), dovrebbe sapere che la sua posizione è indissolubilmente legata a quella del potente che l'ha favorito. E dovrebbe avere l'eleganza di tacere e ritirarsi in buon ordine quando il vento cambia, quando il potente viene spodestato, o quando quello si sceglie un nuovo protetto.

La seconda: spesso chi attacca il potente e i suoi favoriti quando sembra (sembra, occhio: qui a Milano il sindaco non è ancora stato eletto) che questi siano in disgrazia, non è migliore di quanti li adulavano ai tempi in cui erano in auge. Anzi, purtroppo, spesso (e noi italiani lo sappiamo bene, basta rileggersi la storia della fine del fascismo) gli adulatori di ieri diventano i più accaniti persecutori di domani. Ed è un comportamento vile e spregevole.

Aggiungo che non sono assolutamente più, e da molti anni, in grado di immaginare cosa passi nella testa di Red Ronnie. Ma so che la popolarità è una bruttissima bestia, e che la perdita della popolarità può fare molto male. Soprattutto quando si è diventati famosi da giovani, come dimostrano tanti personaggi del mondo dello spettacolo. Un po' di comprensione non farebbe male: siamo sicuri che, se fosse capitato a noi, saremmo stati migliori di quelli che sbeffeggiamo?

CIao Red, se puoi continua a divertirti.

(fz)

 

 

 

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