CD inglesi diversi da quelli europei per impedire l’importazione

CD inglesi diversi da quelli europei per impedire l’importazione
La catena di supermercati Sainsbury’s ha denunciato una pratica messa in atto dalle case discografiche inglesi: la messa in vendita di dischi riservati al mercato britannico, diversi da quelli destinati all’Europa – allo scopo di venderli a prezzo maggiorato. I CD per i sudditi di Sua Maestà presentano infatti qualche differenza rispetto a quelli in circolazione sul continente (copertina diversa o bonus track) in modo da impedire ai negozi locali di rifornirsi da grossisti dell’Unione Europea, che praticano prezzi più bassi. Sainsbury’s fino a qualche tempo fa riusciva a vendere i dischi a 9,99 sterline (poco più di 30.000 lire, prezzo inferiore alla elevatissima media britannica, che è di circa 13 sterline) acquistando i CD in Europa, soprattutto in Germania – dove i CD vengono venduti a circa 27.000 lire. “Le case discografiche sanno che i clienti non vogliono dischi diversi da quelli pubblicizzati con una certa copertina e una certa tracklist. E’ chiaramente una mossa studiata per mantenere alti i prezzi”, spiega il direttore commerciale di Sainsbury’s. Tra i dischi che recentemente sono arrivati agli europei con qualche brano in meno, ci sono quelli di David Gray, All Saints, Beautiful South. L’associazione dei discografici britannici trova il tutto legittimo, ancorché leggermente protezionistico: “Ci opponiamo all’importazione dall’estero. Nuoce all’industria britannica, che ha una qualità e varietà superiore al resto d’Europa, e necessita di grandi investimenti”. Alla Polydor dichiarano: “E’ una pratica diffusa in varie nazioni. Non c’è nessuno che può dire cosa debba andare su un CD in un determinato paese”.
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