NEWS   |   Industria / 30/10/2000

Gramigni (Assomusica): 'Sulla nuova legge c'è ancora da lavorare'

Gramigni (Assomusica): 'Sulla nuova legge c'è ancora da lavorare'
Approvata il 20 settembre scorso dal Senato italiano (vedi news), la agognata “legge sulla musica” è ancora un “work in progress”. Lo sostiene il presidente di Assomusica Massimo Gramigni in una lettera aperta indirizzata ai giornalisti in data 26 ottobre, in cui il portavoce dei promoter e degli organizzatori di concerti italiani, dopo avere espresso la sua soddisfazione per l’approvazione del testo in senato, enumera alcuni dei problemi che il disegno di legge lascia irrisolti sul tappeto: dall’esclusione della musica leggera dagli stanziamenti previsti dal fondo unico per lo spettacolo (1000 miliardi nel 2001) alla mancanza di precise norme fiscali riguardanti la vendita dei biglietti dei concerti, dalle nuove regole sull’agibilità dei locali che dovranno essere dettate dal ministero per l’Interno alla prevista trasformazione del riformato Istituto per il Credito Sportivo in un ente erogatore di finanziamenti per tutte le attività dello spettacolo, fino alla ridefinizione del ruolo e delle competenze dell’IMAIE, l’istituto mutualistico che rappresenta gli artisti, interpreti ed esecutori.
Sempre che, beninteso, il progetto normativo si trasformi in legge con la definitiva approvazione da parte della Camera dei Deputati, e non venga buttato nel cestino dalla nuova formazione parlamentare che si delineerà dopo le elezioni politiche della prossima primavera. Ipotesi, quest’ultima, su cui Gramigni esprime tuttavia un parere più ottimistico di altri operatori: “I regolamenti dei due rami del Parlamento – scrive il presidente di Assomusica nel suo intervento – hanno previsto un ‘ripescaggio’ parziale dei progetti di legge approvati da un ramo del Parlamento o approvati in commissione da parte del medesimo, stabilendo una procedura d’urgenza per l’approvazione. Si tratta quindi di un meccanismo più semplice e sicuramente più snello ed è proprio questo il motivo per cui da parte nostra siamo fiduciosi”.