Apre al pubblico, da oggi, il primo negozio FNAC a Milano

Dopo tante anticipazioni, per FNAC è arrivata l’ora X: dalle 9 e 30 di oggi, giovedì 26 ottobre, apre le porte al pubblico il primo punto vendita italiano della catena multimediale di origine francese. Ubicato nei locali della ex Standa di via Torino, a poche centinaia di metri dal Duomo di Milano, il megastore occupa, come già era stato annunciato (vedi News), circa 3.500 mq di superficie, distribuiti su quattro livelli dedicati rispettivamente alla vendita di prodotti di microinformatica e telefonia (piano terra, dove trova posto anche il servizio di biglietteria per concerti e spettacoli), TV, hi-fi, home theater, fotografia e software (primo piano), dischi, video e DVD (secondo piano), e libri (al terzo e ultimo piano), secondo quella che il presidente del gruppo francese Jean-Paul Giraud ha definito la vocazione “multispecialistica” di FNAC intervenendo alla conferenza stampa che ha avuto luogo il giorno precedente all’apertura nell’area “forum” del megastore stesso. Attrezzato con un caffè-punto ristoro, uno spazio destinato ad eventi e showcase e una galleria fotografica (aperta con una mostra dedicata all’artista americano Elliott Erwitt, anche lui presente all’inaugurazione), il negozio milanese è il frutto di un investimento iniziale costato circa 13 miliardi di lire a cui – come ha sottolineato Vittorio Coin, anch’egli presente all’incontro con la stampa - ha contribuito fattivamente l’omonimo gruppo italiano, ex proprietario del punto vendita e socio al 50 % di FNAC nella joint venture Cultura e Comunicazione. L’amministratore delegato di quest’ultima, Pierre Coursières, ha confermato i programmi di sviluppo già annunciati dal colosso francese: tre nuovi negozi FNAC sono previsti per il 2001 (a Genova in maggio, a Verona e a Milano, zona Cairoli-Foro Bonaparte, nel mese di ottobre), mentre due aperture (a Padova in aprile, e a Napoli ad ottobre) sono programmate per l’anno successivo.
Ma torniamo al negozio milanese che, nelle aspettative del presidente Giraud, dovrebbe generare un utile di gestione nell’arco di due o tre anni. Il top management è francese (accanto a Coursières opera come direttore del punto vendita Jean Marc Pelletier), il personale italiano al 96 % (ma solo 35 dei 158 dipendenti provengono dalla Standa), l’assortimento, come prevedibile, di tutto rispetto: 50.000 libri, altrettanti titoli musicali (con 360 punti ascolto a disposizione degli utenti), 6.000 video e DVD, 5.000 prodotti software. “Il nostro concetto di business si può sintetizzare nell’unione delle tre C: commercio, cultura e consulenza”, ha spiegato Giraud, aggiungendo che alla distribuzione fisica sul punto vendita FNAC affiancherà un’attività di commercio elettronico che sarà pienamente operativa dall’anno prossimo (ma è già in rete il sito www.fnac.it, che oltre a fornire informazioni istituzionali sull’azienda fornisce il servizio di vendita on-line dei biglietti). E i prezzi? “Non saremo più cari dei concorrenti”, ha ribadito Coursières. “Applicheremo sconti del 10 % su diverse novità (il che vuol dire circa 3-4000 lire per i CD ad alto prezzo, ndr), introdurremo un prezzo speciale – che noi chiamiamo “prezzo verde” - su alcuni titoli di nostra scelta e faremo offerte speciali a chi si iscriverà al nostro club. Ma non siamo un ipermercato né un discount, e il prezzo per noi conta meno della qualità del servizio e dell’assistenza post-vendita”, ha aggiunto il manager francese rispondendo alle domande dei giornalisti. Un giro preliminare tra gli scaffali dei CD ci ha permesso di verificare prezzi in linea con quelli degli altri megastore cittadini per i dischi novità (37.900-38.900 lire), ma con interessanti eccezioni per gli album inseriti nell’offerta “prezzo verde” (esempio: “Alone with everybody” di Richard Ashcroft a 33.900 lire, “Warning” dei Green Day a 32.500). Il negozio resterà aperto dal lunedì al sabato nelle ore comprese tra le 9,30 e le 20 (fino alle 21 il giovedì), osservando un turno di riposo settimanale alla domenica, a differenza di quanto succede in alcuni punti vendita concorrenti che praticano l’apertura non stop. La cosa non sembra preoccupare più di tanto il management della catena francese: “La nostra formula ha funzionato ovunque”, ha concluso Giraud, “ e siamo fiduciosi che questo accadrà anche nel vostro paese. Ci aspettiamo che nell’arco di sei o sette anni l’Italia diventi il maggior produttore di fatturato del gruppo FNAC al di fuori della Francia”.
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