New York Post: dopo Warner Blavatnik vuole anche la EMI

Secondo il New York Post Len Blavatnik, titolare di Access Industries e nuovo proprietario (in attesa i investitura ufficiale)  di Warner Music, non starebbe perdendo tempo e si sarebbe già messo sulle tracce della EMI: obiettivo finale, a lungo inseguito dal suo amico Edgar Bronfman Jr., quello di creare (Antistrust permettendo) un’entità musicale in grado di rivaleggiare con Universal e Sony Music sul mercato della musica registrata.  L’imprenditore ucraino di origini ma americano di formazione, scrive il Post, potrebbe avere già avviato colloqui preliminari con Citigroup, allettata dalle offerte di un investitore disposto a versare per la music company inglese (debiti inclusi) più di quanto pagato per Warner: ipotesi plausibile, dal momento che le proiezioni 2011 attribuiscono a quest’ultima  ricavi per 310 milioni di dollari, contro i 540 milioni della concorrente. Sempre stando al quotidiano newyorkese, Blavatnik godrebbe in Citigroup di canali preferenziali che potrebbero escludere del tutto  un’asta per la EMI, anche se società come BMG Rights, Tamares Group e Gores Group/Platinum Equity sembrano interessate a concorrere.

    Secondo il New York Post Len Blavatnik, titolare di Access Industries e nuovo proprietario (in attesa i investitura ufficiale)  di Warner Music, non starebbe perdendo tempo e si sarebbe già messo sulle tracce della EMI: obiettivo finale, a lungo inseguito dal suo amico Edgar Bronfman Jr., quello di creare (Antistrust permettendo) un’entità musicale in grado di rivaleggiare con Universal e Sony Music sul mercato della musica registrata.  L’imprenditore ucraino di origini ma americano di formazione, scrive il Post, potrebbe avere già avviato colloqui preliminari con Citigroup, allettata dalle offerte di un investitore disposto a versare per la music company inglese (debiti inclusi) più di quanto pagato per Warner: ipotesi plausibile, dal momento che le proiezioni 2011 attribuiscono a quest’ultima  ricavi per 310 milioni di dollari, contro i 540 milioni della concorrente. Sempre stando al quotidiano newyorkese, Blavatnik godrebbe in Citigroup di canali preferenziali che potrebbero escludere del tutto  un’asta per la EMI, anche se società come BMG Rights, Tamares Group e Gores Group/Platinum Equity sembrano interessate a concorrere.

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