Industria: Poca musica e molto cinema sul DVD

Il DVD (Digital Versatile Disc) potrebbe essere davvero il supporto multimediale "globale" sognato dall'industria mondiale dell'entertainment e da quella dell'informatica.
Le più recenti stime degli istituti di ricerca specializzati sembrano confermare le aspettative degli operatori. Ultime in ordine di tempo, quelle diffuse dall'americana Paul Kagan Associates, secondo cui nell'arco di dieci anni, dal 1997 al 2006, le vendite di lettori DVD sul mercato nordamericano passeranno da 800.000 a quasi 40 milioni di pezzi: mentre a fine '97 solo l'1 % delle famiglie americane che posseggono un videoregistratore avrà in casa un DVD player, la percentuale salirà al 43 % fra dieci anni.

Contemporaneamente i titoli in formato DVD acquistati dai consumatori americani dovrebbero passare dagli attuali 5,8 milioni di pezzi a quasi 623 milioni di unità, per un fatturato di oltre 13 miliardi di dollari. Nell'arco dei prossimi 10 anni dovrebbe anche scendere sensibilmente il prezzo medio al dettaglio del prodotto, dagli attuali 25 dollari a poco meno di 21 dollari.
Secondo le previsioni degli esperti, l'affermazione del supporto sul mercato "consumer" poggerà quasi esclusivamente sulle vendite di titoli homevideo, che dovrebbero sostituire progressivamente i vecchi nastri analogici generando importanti profitti aggiuntivi per gli studios cinematografici hollywoodiani.
Più incerte le prospettive del DVD in campo musicale: lo standard audio del nuovo supporto deve ancora essere concordato fra produttori e major discografiche, e alcune richieste di queste ultime (in particolare, la possibilità di riprodurre i titoli musicali DVD anche sui tradizionali lettori di CD audio) si scontrano con insormontabili incompatibilità tecniche fra i due sistemi di riproduzione.
Dato il ritardo con cui le case discografiche si sono decise ad appoggiare ufficialmente il nuovo formato, una produzione consistente di DVD musicali non dovrebbe verificarsi prima del 1999: ma anche dopo quella data l'industria musicale rischia di giocare un ruolo del tutto marginale nell'evoluzione del supporto e, in definitiva, anche nel nuovo scenario dell'intrattenimento multimediale.


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