Musica digitale; Google lancia un 'digital locker', le major temporeggiano

Musica digitale; Google lancia un 'digital locker', le major temporeggiano

Si chiama semplicemente Music Beta by Google, non prevede (almeno per il momento) la collaborazione delle principali case discografiche e utilizza (come il Cloud Drive di Amazon) la soluzione del "digital locker", consentendo a ciascun utente di trasferire manualmente la propria libreria di musica digitale su una "cassetta di sicurezza" online, in modo da potervi accedere da qualunque dispositivo connesso a Internet. L'attesissimo "music service" di Google, che la Web company di Mountain View presenta ufficialmente oggi nel corso della sua I/O Conference a San Francisco (lo hanno confermato a Billboard alcuni funzionari della società), debutta dunque in forma ibrida e parziale, e con una distribuzione limitata ai soli Stati Uniti: per attivarlo bisogna farne richiesta direttamente al sito google.music.com (hanno la priorità i partecipanti alla conferenza I/O e i possessori del tablet Motorola Xoom), mentre è stato fissato un tetto anche al numero di canzoni caricabili sul locker: non più di 20 mila brani. Da subito sarà disponibile un'applicazione per dispositivi Android (ottimizzata per Android 3.0 ma funzionante anche con le versioni 2.2 o superiori), contenente un programma "Instant mix" che genera automaticamente una playlist di canzoni sulla base delle caratteristiche di un singolo brano (la sequenza viene sincronizzata istantaneamente su tutti i lettori in possesso dell'utente: pc, tablet, smartphone).

Il progetto di Google di realizzare un vero e proprio servizio "cloud" autorizzato dalle case discografiche, che consentirebbe alle stesse di incassare una somma di denaro per ogni stream e agli utenti di ascoltare i brani della propria collezione collegandosi a un server centrale (una volta verificata con il sistema "scan & match" la corrispondenza tra i file in loro possesso e quelli inclusi nel database) si è incagliato per ora nelle resistenze delle major: in particolare, secondo le indiscrezioni raccolte da Billboard, delle due leader di mercato Universal e Sony Music. Alla testata americana la responsabile Google per i rapporti con il music business Zahavah Levine ha spiegato che "un ampio segmento dell'industria musicale (leggi etichette indipendenti ed editori musicali) è stato cooperativo e di grande aiuto nel risolvere i problemi legati alle licenze online. Tuttavia, un paio di major si sono mostrate meno concentrate sull'innovazione e più sulla richiesta di condizioni contrattuali irragionevoli e insostenibili". "Ovviamente", ha concluso la Levine, "rimaniamo aperti a partnership con l'industria musicale in vista di nuove funzionalità e opzioni del servizio. Questo è l'inizio di quella che speriamo essere una lunga relazione tra noi, la musica e i suoi utenti".

 

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