NEWS   |   Industria / 04/05/2011

Liofredi (Raidue): 'Con l'Eurovision Song Contest la Rai ha già vinto'

Liofredi (Raidue): 'Con l'Eurovision Song Contest la Rai ha già vinto'

Sabato 14 maggio si interrompe un digiuno durato tredici anni: a partire dalle ore 21, Raidue trasmetterà in diretta da Dusseldorf la serata finale dell'Eurovision Song Contest 2001, cui l'Italia non partecipava dal 1997 (con "Fiumi di parole" dei Jalisse, vincitori quello stesso anno del Festival di Sanremo). A insistere per riportare sugli schermi italiani lo storico "Eurofestival" sono stati il direttore relazioni istituzionali e internazionali della Rai Marco Simeon e il direttore di Raidue Massimo Liofredi, che sulla musica pop (anche in prima serata) ama scommettere non da oggi. Perché tanti anni di assenza? "Bisognerebbe chiederlo ai miei predecessori", replica a Rockol. "Ma certo ci sono stati anni in cui il format non era soddisfacente e gli ascolti erano bassi. Oggi, però, l'Eurovision Song Contest raccoglie complessivamente 70 milioni di telespettatori e vale nuovamente la pena di esserci. Si tratta di una competizione internazionale dove a rappresentare il nostro Paese non è solo un cantante ma anche la Rai Radiotelevisione italiana". Con quali obiettivi? "Quello di realizzare un prodotto godibile anche per il nostro pubblico. Che si è disabituato all'evento, e che andava stimolato con qualcosa di speciale. Di qui la scelta di un'icona internazionale come Raffaella Carrà nel ruolo di conduttrice, e di un dj famoso in tutto il mondo come Bob Sinclar nella veste di guest star. Raffaella è una garanzia: ha già fatto questa esperienza in Spagna, e con grande successo. Insieme a Sinclar, ne sono sicuro, assicurerà al programma uno smalto particolare". Nulla si lascia scappare, Liofredi, a proposito degli altri ospiti del programma, destinati ad animare una sorta di salotto sul modello del talk show con giudizi e commenti sugli artisti in gara. Tra cui, come noto, figura l'emergente Raphael Gualazzi in rappresentanza del nostro Paese. D'accordo anche Liofredi, fan dichiarato di Marco Mengoni, sulla scelta emersa nel corso dell'ultimo Sanremo? "Certamente. Il primo a proporre la sua candidatura è stato Giamarco Mazzi, e devo dire che ha avuto ragione. Apprezzo molto Mengoni, apprezzo Emma. Ma vedendo Gualazzi a Sanremo mi sono accorto di trovarmi davanti a un fuoriclasse: vederlo in azione è come vedere Maradona per la prima volta su un campo di calcio. Mi sembra adattissimo a rappresentare l'Italia in una manifestazione internazionale. Fa un genere di musica sofisticato e non semplicissimo, ma è di tale caratura che potrebbe anche vincere. Vederlo salire sul podio, comunque, sarebbe già una grande soddisfazione". E la Rai, quali altri soddisfazioni si aspetta? "Non faccio discorsi di share o di audience. Considerando l'interesse e il clamore che la notizia della nostra partecipazione sta suscitando sulla stampa e su Internet possiamo dire di avere già vinto. Vogliamo anche dare una mano alla discografia italiana, che ha bisogno di rinnovarsi. Un format come Due serve anche a questo: guardi la puntata dell'altra sera, dove due monumenti nazionali come Gianni Morandi e Roberto Vecchioni hanno ospitato Emma, i Modà, Nathalie e lo stesso Gualazzi". Con esiti apprezzabili per la rete: il programma ha ottenuto l'11,12 % di share totalizzando 3 milioni e 95 mila spettatori. "Un ottimo risultato", sottilinea Liofredi. "Due è un format di mia invenzione, ma che funziona grazie a un lavoro di squadra e a un team di preziosi collaboratori tra cui voglio ancora ricordare Mazzi. La musica in prima serata può dare soddisfazione, se si fa attenzione all'attualità ma anche alla storia della nostra musica. E sono soddisfatto anche degli esiti di Top Of The Pops: conquistare il 9-10 % di share in quella fascia oraria non è cosa da poco". "In una collocazione simile", conclude Liofredi togliendosi un sassolino dalla scarpa, "X Factor (che quest'anno passerà a Sky) arrivava a malapena al 5-6 %".