NEWS   |   Pop/Rock / 03/05/2011

Ziggy Marley: `Dopo il fumetto Marijuanaman vi racconto il mio nuovo album´

Ziggy Marley: `Dopo il fumetto Marijuanaman vi racconto il mio nuovo album´

Ziggy Marley sorride, mentre raccoglie i suoi rasta in un cappello marrone. Non è in Italia, ma in California. Grazie a Skype però è come trovarsi faccia a faccia, non sembra neanche di essere divisi da un oceano. Per questo il musicista giamaicano, figlio di Bob Marley, si può collegare con noi e ci può raccontare tutti i suoi progetti attuali e futuri: ha un album in uscita il 14 giugno, "Wild and free", che arriverà a tre anni dal precedente "Family time". E poi ha da poco creato un fumetto intitolato "Marijuanaman", che ha per protagonista un super eroe molto originale: per avere i suoi poteri speciali infatti al protagonista della sua comic novel basta fumare un po' di marijuana. Insomma di progetti e idee originali Ziggy ne ha davvero molte.
Alla registrazioni del disco "Wild and free", svoltesi a Los Angeles, hanno collaborato suo fratello Daniel, Darryl Jones, il rapper Heavy D e l'attore Woody Harrelson. "Stavolta ho cercato di usare la musica con uno scopo molto preciso: educare la gente a tutti i benefici che la marijuana porta al nostro pianeta, non solo dal punto di vista ricreativo", racconta Marley, "Rappresenta la mia filosofia di vita, la mia voglia di incitare le persone a ricercare il cambiamento e la libertà prima di tutto dentro di sé. `Wild and free ´ incoraggia proprio a fare questo. Nella storia del mondo ci sono state molte rivoluzioni violente, ma quella che voglio io dev'essere pacifica e soprattutto nascere dentro di noi".
Un disco "rivoluzionario" dunque, un po' come il fumetto che Ziggy ha pensato e scritto, affidandolo alle mani dei disegnatori Joe Casey e Jim Mahfood. "`Marijuanaman´ racconta la storia di un alieno che giunto sul nostro pianeta scopre che gli spinelli gli danno dei superpoteri: così decide di usarli per combattere una malvagia multinazionale farmaceutica. La società identifica la marijuana come una cosa negativa, la associa ai criminali. Ma non è così, io volevo rappresentare un personaggio che fosse un supereroe, un esempio positivo che ne mostrasse i lati positivi. Da bambino leggevo Super Man e Spider Man, non è stato difficile scrivere una storia come questa", confessa l'artista.
Tornando al disco, quali sono gli altri temi che Ziggy ha raccontato nelle sue nuove canzoni? "Rispetto al passato ho anche fatto un bel po' di introspezione: pezzi come 'Roads less travelled' parlano di me, del mio rapporto con mio padre, mia madre e i miei fratelli. Ci sono argomenti molto più personali rispetto al passato", replica lui. Come detto, le registrazioni hanno visto diverse collaborazioni importanti: il fratello Daniel è apparso in "Changes", ma l'elenco degli ospiti illustri non finisce qui. "Darryl Jones ha suonato con un sacco di gente diversa e l'ho chiamato per dare alla mia musica reggae una sensibilità diversa. L'ho scelto perché ha suonato con Miles Davis e i Rolling Stones, è uno dei migliori. Woody Harrelson è un mio amico e mi ha aiutato a fare la titletrack `Wild and free ´: è nata in modo giocoso, mentre facevamo jammin' insieme, ci siamo divertiti", racconta Marley, "Heavy D invece lo conosco da molto tempo, sua figlia va a scuola con la mia e un giorno siamo andati a prendere i bambini insieme e ci siamo detti: `Perché non facciamo una canzone? ´. Così è nata `It ´".
A margine dell'intervista, non si può resistere alla tentazione di chiedergli una riflessione sulla musica reggae e soprattutto sulla pesante eredità che lui e i suoi fratelli si portano addosso, quella di Bob. "Ho girato molto per il mondo, portando in giro il reggae. Ho fatto un tour con Shakira suonando di fronte a folle oceaniche. E devo dirtelo fratello, nessuna musica è come il reggae", risponde il cantante sorridendo, "Grazie a quello che ha fatto mio padre, sai. È qualcosa di spirituale, che eleva i cuori della gente, ma è anche una musica sensuale. Il reggae anche oggi continua a muovere le persone, soprattutto le più povere e oppresse, perché è veramente un canto universale".
E del 1980, l'anno in cui Bob Marley ha radunato a Milano oltre 80.000 persone per il suo concerto allo stadio San Siro, si ricorda qualcosa? "Molto poco in realtà, a quel tempo ero a scuola in Giamaica. Però ci sono arrivate notizie dall'Italia sull'evento. Si diceva che era riuscito a radunare tantissime persone, più di quelle che di solito radunava il Papa, proprio nel paese del Papa. Abbiamo capito che è stata una cosa grossa per voi italiani. Sai fratello, Bob aveva ancora un grande carisma nonostante la malattia", conclude Ziggy, "Non si è mai voluto piegare ai diktat della società, nemmeno quando stava per morire. Bob era un ribelle".

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