Pearl Jam in classifica: ma è un disco o sono venticinque?

L’affetto che il pubblico italiano riserva da sempre alla band di Eddie Vedder è indiscutibile, e lo confermano le oltre 60.000 copie (dati ufficiali Sony) già vendute complessivamente dai 25 doppi CD live registrati nel corso del recente tour europeo. Ma se le eccellenti performance che il gruppo di Seattle sta mettendo a segno nelle nostre classifiche di vendita (numero 5 al debutto la settimana scorsa, numero 7 nella chart aggiornata al 5 ottobre) non hanno riscontro negli altri maggiori mercati internazionali il motivo è da ricercare anche in una evidente anomalia statistica. In nessun altro paese, a quanto ci risulta, le vendite dei 25 succitati dischi sono conteggiate in classifica come se si trattasse di un unico album: ciò che accade invece in Italia, dove la Epic li ha pubblicati in blocco chiedendo all’istituto preposto all’elaborazione delle chart, la AC Nielsen C.R.A., di sommarne le vendite sotto l’unico titolo, peraltro inesistente sul mercato, di “Live in Europe”. Altrove, dove le affiliate Sony hanno generalmente pubblicato solo una porzione dei 25 “bootleg ufficiali”, le vendite risultano frazionate titolo per titolo, tanto che di nessuno dei live in questione si trova traccia nella Top 75 inglese o nelle Top 40 francesi e tedesche, mentre il “Live in Lisbon” occupa il numero uno della classifica di vendita portoghese (7 ottobre) e cinque diversi titoli, come già riportato da Rockol, hanno fatto distintamente la loro comparsa nella Top 200 di Billboard. Il dubbio, a questo punto, è lecito: si tratta di un metodo di rilevazione corretto e regolare, tenuto conto che i dischi riportano codici di identificazione differenti e non hanno identico contenuto? Massimo Bonelli, direttore generale della Epic, difende così la scelta della casa discografica: “Il contenuto non è esattamente identico ma coincide per il 90 %, tanto è vero che le scalette dei 25 doppi album riportano un totale di 70 canzoni”. “In passato – aggiunge Bonelli – casi analoghi si sono già verificati: a nostro avviso, i dischi fanno parte di un unico, nuovo progetto dei Pearl Jam e come tali vanno considerati”. Mentre Enzo Mazza, direttore generale della FIMI (l’associazione dei discografici che commissiona le classifiche di vendite alla Nielsen) spiega che il computo eventuale delle vendite di diversi supporti sotto un unico titolo avviene su richiesta della stessa casa discografica (accade spesso con i singoli, presenti sul mercato in diverse edizioni e formati, tutti però contraddistinti da un’identica title track).
La confusione, però, rimane: “Live in Europe” è un disco solo, o sono venticinque?
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