RIAA contro MRI: in USA si prepara una battaglia sulle Web-royalty

RIAA contro MRI: in USA si prepara una battaglia sulle Web-royalty
Il monopolio virtuale dell’associazione dei discografici americani RIAA nella raccolta e distribuzione delle royalty dovute dai webcaster che diffondo musica on-line rischia di spezzarsi prima ancora di nascere. La RIAA, che si sta organizzando per fornire il servizio di collecting a 2.400 etichette associate (vedi news) dovrà infatti fare i conti con Music Reports Inc. (MRI), una società di servizi di Burbank, California, che già da tempo svolge funzioni analoghe nel campo del diritto d’autore e che ora promette di poter fare da intermediario super partes tra case discografiche e broadcaster in rete acondizioni economiche più convenienti per tutti. Ronald Gertz, un avvocato esperto in materia di copyright che ha fondato la società 11 anni fa, sostiene infatti che se è vero che MRI non agirà solo in funzione degli interessi dei discografici, i costi che questi ultimo dovranno sostenere saranno comunque molto inferiori alla commissione del 16-20 % normalmente applicata dalla RIAA per svolgere il servizio. Tanto MRI che l’agenzia della RIAA, SoundExchange, devono ancora ottenere la licenza ad effettuare il servizio da parte dell’ufficio copyright statunitense. Le leggi federali USA consentono di creare più d’una organizzazione concorrente a quella dei discografici, anche da parte degli stessi enti di webcasting che ne utilizzano la musica in rete: cosa che non è ancora avvenuta, ma che, secondo molti osservatori, potrebbe accadere nel prossimo futuro.
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