Addio a Max Mathews, padre della musica digitale

E' morto nella sua casa di San Francisco all'età di 84 anni Max Mathews, pioniere della musica digitale: l'informatico, al quale è stata fatale un forte polmonite, scrisse nel 1957 il primo programma capace di sintetizzare e riprodurre suoni su un computer IBM, al quale riuscì a far suonare per 17 secondi un tema di sua composizione. "I suoni non erano un granché", ebbe a dire lui, "Ma l'innovazione fu fondamentale". Nato nel 1926 a Columbus, Nebraska, Mathews contribuì in modo fondamentale alla scrittura di programmi come Csound, Cmix e MAX (quest'ultimo non a caso battezzato in suo onore), aprendo la strada ai moderni software di sintetizzazione e editing del suono. Accando al suo interesse per le sette note, l'informatico fu l'inventore del Radio Baton, progenitore dei moderni controller dinamici oggi sviluppati dalla Nintendo, Sony e Microsoft. Il suo lavoro influenzò anche Arthur C. Clarke, autore di "2001 odissea nello spazio", che - assistendo per caso nel 1961 ad una sua dimostrazione di sintesi di voce umana su computer che prevedeva l'esecuzione di una filastrocca, "Daisy bell" - convinse Stanley Kubrick (che portò l'opera su grande schermo) ad inserire una "citazione" durante la scena della "morte" di HAL 9000.


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Mathews ha lasciato tre figli, Vernon, Guy e Boyd, e sei nipoti.

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