Parla Chiariglione, l’uomo di Mp3

Su "La Repubblica", Antonio Dipollina ha incontrato Leonardo Chiariglione, «ingegnere torinese vicino alla mezza età, dall'aspetto gioviale e dagli occhi sgranati ad accompagnare le parole. Da lui, dal suo staff è nato anni fa Mpeg, il gruppo che ha creato l'omonima tecnologia per la visione e l'audio di file su Internet. All'interno di Mpeg è nato anche Mp3, il famigerato sistema che scarica ottima musica dal computer in un tempo ragionevole (pochi minuti per un brano). (...) Il paradosso di tutto questo è che quando è stato il momento di scoprire come fare per bloccare tutte le potenzialità eversive di Mp3, chi hanno chiamato? Chiariglione, appunto. Chi meglio di lui poteva disinnescare se stesso? E così l'ingegnere si è ritrovato a capo di una struttura a livello mondiale che si chiama Sdmi (Secure Digital Music Initiative). Lo scopo, quello di "blindare" i file musicali in rete, proteggerli dalle incursioni non desiderate, rendere i medesimi file una possibile fonte di nuovi guadagni (vendendoli solo a chi, dall'altra parte del computer, paga) e non l'ordigno che può far esplodere la musica mondiale. (...)

La morale, spiega l'ingegnere, è che la musica ha un valore se questo valore viene riconosciuto. Il diritto d'autore è sacrosanto, a meno di non abbandonarsi a un'anarchia totale che in poco tempo abbasserebbe del tutto la qualità dell'intera produzione e toglierebbe ai migliori la voglia di pensare e produrre musica. "E non diciamo - prosegue - che l'ideale della musica gratis ha un valore in sé: accetto benissimo chi trova il modo per scaricare canzoni e trasmetterle agli amici. Non accetto per nulla quelli che costruiscono un sito Internet per scaricare musica e dentro ci vendono gli spazi pubblicitari. Allora non ci siamo, non vale". E così, entro il 30 giugno, dal Sdmi di Chiariglione arriverà il sospiratissimo sistema in grado di proteggere la musica via Internet. Chariglione lo descrive come un guscio protettivo intorno al file, accessibile solo a chi sarà dotato di una password d'accesso - o qualcosa di simile. Un guscio che rimane anche sul prodotto scaricato - impossibile quindi da duplicare a volontà - e così via. La filosofia, spiega Chiariglione che ammette - a titolo personale - di essere del tutto felice di aver contribuito a scardinare il vecchio sistema, è che il guscio potrà essere violato da chiunque se il produttore della musica sarà d'accordo. "Chi vorrà regalare prodotti, potrà farlo benissimo. Chi non lo vorrà, dovrà essere pagato"».

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