EMI e Warner ritirano la proposta di fusione

Si conclude, almeno temporaneamente, con un altro colpo di scena la tormentata vicenda EMI-Warner Music: le due case discografiche hanno ritirato ufficialmente la proposta di fusione per prendere tempo e ripresentarsi davanti alla Commissione Europea con un progetto che abbia maggiori probabilità di ottenere il lasciapassare delle autorità che vigilano sulla tutela della concorrenza. Come più volte riportato da Rockol (vedi news), gli organi comunitari e l’antitrust avevano espresso preoccupazione circa la posizione dominante che il gruppo aggregato EMI-Warner avrebbe assunto sul mercato discografico ed editoriale, nonché sulle sue possibilità di bloccare l’accesso dei concorrenti alla distribuzione di musica sulle reti digitali, una volta finalizzata l’alleanza, anch’essa in via di definizione, tra Time Warner (proprietaria di Warner Music) e America Online. Le concessioni dell’ultima ora, che prevedevano la vendita della casa discografica Virgin e della società di edizioni Chappell Music, sembravano avere riaperto la strada al merger (vedi news), ma le due major non se la sono sentita di rischiare una bocciatura che ne avrebbe ostacolato i piani strategici nonché il profilo sui mercati finanziari.
“Il ritiro della nostra domanda ci mette a disposizione più tempo per rispondere alle preoccupazioni dell’antitrust e per coordinare le soluzioni migliori da prendere simultaneamente in Europa e negli USA”, ha spiegato il presidente EMI Eric Nicoli con un comunicato stampa emesso nella mattinata di giovedì 5 ottobre. Il matrimonio annunciato con grande clamore nel gennaio scorso si risolve dunque, almeno per il momento, in una bolla di sapone: nessuna delle due case, però, sembra ancora intenzionata a riporre il sogno nel cassetto.
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