Pirateria, bloccati gli accessi italiani a BTJunkie

A termine di un’operazione condotta in collaborazione con la Guardia di Finanza (nome in codice “Poisonous Dahlia”), la Procura di Cagliari ha disposto il blocco degli accessi dall’Italia a BTJunkie, il maggior motore di ricerca di file BitTorrent cresciuto in popolarità (oltre 500 mila accessi quotidiani, + 15 % nel periodo gennaio 2010 – febbraio 2011) contestualmente al crollo di traffico registrato su The Pirate Bay (- 70 %) dopo le sue note disavventure giudiziarie. Applicando la normativa sul commercio elettronico contenuta nel D.Lgs 70 del 2003, il PM ha intimato lo stop immediato degli accessi con un ordine di inibizione appellabile solo con un ricorso per Cassazione (è la prima volta, in Italia, che si applica questa procedura: più stringente e veloce della precedente, che richiedeva la convalida da parte del Gip  consentendo l’appello davanti al tribunale del riesame).

“Il blocco del sito pirata BTJunkie è un importante messaggio mandato dalla magistratura italiana alle organizzazioni criminali che prosperano sulla distribuzione illegale di musica”, ha dichiarato il presidente della FIMI Enzo Mazza. “L’indagine della Guardia di Finanza e l’intervento della Procura di Cagliari non raccolgono solo il plauso delle imprese che producono contenuti ma anche di tutti quei partner tecnologici che oggi in Italia contribuiscono allo sviluppo del mercato legale della musica digitale”.

Incluso nella “lista nera” dell’amministrazione Obama dei siti pirata che violano il copyright, BTJunkie consente di scaricare musica, film, videogiochi e software; si calcola che, grazie ai numerosi banner pubblicitari presenti il sito incassi circa 3,5 milioni di euro l’anno.

 

 

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