Warner-Vivo: Massimo Giuliano e Corrado Rizzotto spiegano l'operazione

40 milioni di euro di ricavi prodotti grazie al tradizionale business discografico, 60 milioni di euro generati dalla partecipazione (con quota di maggioranza) nell’agenzia di spettacoli dal vivo F&P Group: il bilancio consolidato 2010 di Warner Music Italia offre una ragione più che convincente degli investimenti della major musicale nel business della musica live, rafforzati dall’acquisizione appena annunciata della società Vivo Concerti (ex Indipendente) di Corrado e Sandro Rizzotto. “Ovviamente si trattava di presidiare il repertorio internazionale, oltre che quello locale coperto da F&P”,  spiega a Rockol il Chairman e CEO Warner Massimo Giuliano,  “ma con una particolarità: fatti salvi la piena autonomia gestionale e le politiche artistiche di Vivo, l’assorbimento della società apre ovviamente nuove possibilità di sviluppo del nostro roster. Insieme collaboreremo alla promozione sul territorio locale di artisti nuovi ed emergenti del panorama internazionale, considerando che proprio su questo aspetto del business l’agenzia dei fratelli Rizzotto ha costruito la sua identità” (lavorando recentemente con gruppi emergenti come Arcade Fire, Sigur Ros e Killers, oltre che con artisti italiani come i Subsonica). 

“La decisione di cedere la proprietà a Warner è stata dettata dall’obiettivo di ricercare sinergie che ci permettessero di mantenere e sviluppare nel tempo il nostro business”, aggiunge l’ Md di Vivo Concerti Corrado Rizzotto (la nuova ragione sociale aveva già fatto la sua comparsa in occasione del concerto del giugno 2010 dei Muse allo Stadio di San Siro). “Il nostro volume d’affari si attesta attualmente intorno ai 7 milioni di euro di fatturato: una porzione medio-piccola del mercato italiano del live dominato da due società come Live Nation e F&P che contiamo di incrementare sensibilmente nell’arco dei prossimi cinque anni. Crediamo ci sia ancora ampio margine per sviluppare il lavoro sugli artisti stranieri, anche se da Pordenone diventava sempre più difficile gestirlo: di qui la decisione di trasferire la sede presso Warner a Milano”.  “Ovviamente”, conferma Rizzotto, “sfrutteremo la possibilità di lavorare con artisti Warner legati alla casa discografica da accordi a 360 gradi”.

Warner potrebbe sviluppare prossimamente una presenza anche in settori contigui come il merchandising? Massimo Giuliano lo nega: “Gli investimenti in questo settore, al momento, vengono studiati e valutati a livello internazionale. Ma per quanto riguarda il mercato italiano non ci sono progetti in cantiere”.

Nell’ambito della società, intanto, è da segnalare una modifica all’organigramma: anche nell’ufficio di Milano, come in quello di Roma, la promozione del repertorio italiano e internazionale è stata unificata sotto un unico responsabile nella persona di  Massimo Recine.

 

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