SCF: 'Il 2010? Un anno difficile'

E' in calendario per mercoledì 27 aprile, subito dopo Pasqua, l'assemblea SCF in cui il management del Consorzio presenterà i risultati economici relativi al 2010, uno degli anni più turbolenti e tormentati della sua storia ultradecennale (l'agenzia di collecting dei diritti fonografici, settore strategico per il futuro dell'industria musicale, è infatti operativa dal febbraio del 2000). "E' stato indubbiamente un anno difficile: la crisi economica ha reso molto problematica la riscossione dei pagamenti da parte degli utilizzatori del repertorio che tuteliamo", ammette il presidente Saverio Lupica (subentrato nel ruolo un anno fa al posto del dimissionario Gianluigi Chiodaroli) senza ovviamente entrare nel merito delle cifre. "Gli incassi", aggiunge, "sono stati tutto sommato consistenti, anche se sicuramente al di sotto delle aspettative. E a incidere negativamente sui conti è stata anche la situazione in cui versa la disciplina della copia privata. Ci si attendeva l'entrata a regime del nuovo decreto, ma il ricorso presentato al TAR dai nuovi soggetti tenuti al pagamento, come i produttori di telefoni cellulari e le aziende di telecomunicazione, ha bloccato tutto. Nell'attesa che il tribunale amministrativo faccia sapere le sue decisioni, anche su questo versante abbiamo dovuto fare i conti con mancati introiti".

    E' in calendario per mercoledì 27 aprile, subito dopo Pasqua, l'assemblea SCF in cui il management del Consorzio presenterà i risultati economici relativi al 2010, uno degli anni più turbolenti e tormentati della sua storia ultradecennale (l'agenzia di collecting dei diritti fonografici, settore strategico per il futuro dell'industria musicale, è infatti operativa dal febbraio del 2000). "E' stato indubbiamente un anno difficile: la crisi economica ha reso molto problematica la riscossione dei pagamenti da parte degli utilizzatori del repertorio che tuteliamo", ammette il presidente Saverio Lupica (subentrato nel ruolo un anno fa al posto del dimissionario Gianluigi Chiodaroli) senza ovviamente entrare nel merito delle cifre. "Gli incassi", aggiunge, "sono stati tutto sommato consistenti, anche se sicuramente al di sotto delle aspettative. E a incidere negativamente sui conti è stata anche la situazione in cui versa la disciplina della copia privata. Ci si attendeva l'entrata a regime del nuovo decreto, ma il ricorso presentato al TAR dai nuovi soggetti tenuti al pagamento, come i produttori di telefoni cellulari e le aziende di telecomunicazione, ha bloccato tutto. Nell'attesa che il tribunale amministrativo faccia sapere le sue decisioni, anche su questo versante abbiamo dovuto fare i conti con mancati introiti".

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