Teenager A: chi (pre)ascolta i Radiohead?

Teenager A: chi (pre)ascolta i Radiohead?
Arrivano alla spicciolata, sono pochi ma decisamente fedeli. Sono i fan dei Radiohead, che accorrono alla 'prima' dell’attesissimo disco "Kid A", in uscita nei negozi il 2 ottobre dopo mesi di attesa.
Milano, 28 settembre. Fabrica Eos: una galleria, mattoni a vista dipinti di bianco. Alle pareti inquietanti quadri; sono le immagini dell’artwork di "Kid A", realizzate da Stanley & Tchock. Due televisori alle opposte estremità del locale. Da un lato un grande schermo rimanda le immagini del documentario 'Meeting people is easy'. Dall’altro un televisore mostra i brevi e surreali filmati dei "blips". Poi c’è la musica, in diffusione nell’ambiente. Tutto il disco, in rotazione continua, dalle 15 alle 23.
Non si può fare a meno di notare l’età di chi è venuto ad ascoltare il disco. Qualche trentenne. Ma tanti ragazzi sotto i 20 anni. Anche nei pre-ascolti londinesi, di cui Rockol vi aveva raccontato lo scorso agosto, la media era quella. Alla faccia di chi pensa 1)che questo sia un disco "difficile", "maturo", e quindi adatto ad un target "alto"; 2)che i 17enni ascoltino solo Ricky Martin o giù di lì. I Radiohead sono un gruppo trasversale: alle mode, ai generi, alle età. "Alcune canzoni le avevo ascoltate ai concerti all'inizio dell’estate", racconta Giacomo, 17 anni, da Milano. "Non mi spaventa che il disco sia più difficile: è la perfetta evoluzione dopo ‘Ok computer’. E’ la seconda volta che lo ascolto di fila e devo dire che mi piace questo insieme di sintetizzatori, basi elettroniche." Gli chiedi come ha scoperto i Radiohead, visto che quando è uscito "Ok Computer" doveva avere più o meno 14 anni, e ti risponde: "il disco me lo ha passato mia sorella, e da lì sono andato a ritroso. Credo che molta gente li abbia scoperti così, con il passaparola".
Martina di anni ne ha 16, arriva anche lei da Milano. Addirittura dice “Il disco mi piace di più dei precedenti, perché è più basato sugli strumenti. Il fatto che sia meno orecchiabile me lo fa sentire più vicino al mio carattere". "Sembra la collaborazione con i Massive Attack che dovevano fare un po’ di tempo fa”, interviene Giuliano, 17 anni, da Milano. Nel frattempo, in sottofondo parte "Idioteque", il pezzo più elettronico del disco e non si può dargli torto. "E’ un disco che dividerà i pareri: verrà amato o odiato. Se qualcuno pensa ai Radiohead di 'The Bends' rimarrà parecchio deluso".
Certo, questi sono i pareri de fan. Per capire se "Kid A", come ha scritto qualcuno, sia un capolavoro o un suicidio artistico ci vorrà tempo. Bisognerà vedere la reazione dell’ascoltatore casuale o del non-appassionato. Nel frattempo, tutta questa attesa dimostra che la diversità paga: i Radiohead, con le loro scelte controcorrente dettate da una visione 'altra' della musica, sono diventati un punto di riferimento.
La recensione di "Kid A" uscirà su Rockol il 2 ottobre, in contemporanea con la pubblicazione nei negozi del disco.
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