Claudio Coccoluto: 'Essere un dj vuol dire saper aggirare l'ovvietà'

Claudio Coccoluto: 'Essere un dj vuol dire saper aggirare l'ovvietà'

Claudio Coccoluto, dj e producer laziale, da anni anima le serate della Penisola con i suoi beat costruiti ad arte. Coccoluto, reduce da pochi giorni da un'esperienza radiofonica, che lo ho visto protagonista ai microfoni ed, in particolar modo ai piatti, di "SuperMax", programma condotto da Max Giusti su Radio2, è davvero in gran forma ed è pronto ad un'estate ricca di progetti. Rockol ha raggiunto il dj per fare quattro chiacchiere sulla sua diretta a Radio Rai, sull'evoluzione del clubbing e sui suoi prossimi lavori. "Partecipare alla diretta con Max Giusti è stato davvero divertente. Sono stato ospite di parecchi programmi radiofonici in questi anni, di solito è un po' una routine ma devo dire che l'esperienza a 'SuperMax' è stata davvero da ricordare. Sono arrivato in ritardo agli studi in cui si stava svolgendo il programma, non ho potuto fare prove e sono stato catapultato dietro alla consolle, entrando subito in azione. Ed è stato proprio questo il bello, l'improvvisazione. Max è un vero mattatore, mi ha coinvolto anche in un paio di siparietti comici. Uno era incentrato sulla supposizione di Biscardi come vocalist in discoteca, è venuta fuori un'imitazione da dieci e lode. Sono stato davvero bene in trasmissione, ringrazio tutto lo staff di "SuperMax" per la sua gentilezza e la sua disponibilità", afferma l'artista. Claudio, che ha iniziato la sua carriera da dj professionista nel 1985, ha una particolare predilezione per il vinile, un vezzo ma anche uno strumento senza tempo: "Il vinile è uno degli 'attrezzi' fondamentali per chi ambisce alla consolle, insieme agli altri strumenti tradizionali per un dj. Il fascino dei dischi è intramontabile: per coloro che, come me, hanno iniziato anni fa, il vinile è anche un aquestione etica. Dare il buon esempio alle nuove generezioni, avvezze al download digitale, spesso illegale, è davvero d'obbligo. A quarantotto anni mi preme anche questo. La mia non è una crociata, non voglio mettere alla berlina la musica digitale, anzi. Io sono un 'Apple dipendente'. Con la digitalizzazione dei suoni, la friubilità della musica si è ampliata parecchio. Chi vuole fare musica, oggi, può comprare un programmino di mixing, scaricare i campionamenti dei violini, potendo scegliere tra la Filarmonica di Berlino e la Scala di Milano, assemblare il tutto e pubblicare online. Certo, si rischia l'appiattimento del suono, ma la diffusione del prodotto è davvero massima. C'è da dire che grandi nomi della scena clubbing contemporanea, come il 'colosso' Sven Vath, usano esclusivamente vinili e questo è davvero da apprezzare. Vogliamo, poi, parlare, della tatralità racchiusa nel vinile? I gesti che compie il dj estraendo il disco dalla custodia, ponendolo successivamente sul piatto e innescando la puntina, non hanno davvero nè prezzo nè tempo. Soprattutto per il sottoscritto: ho un rapporto particolare con questo supporto. Ho cominciato a mixare nascondendomi nel negozio di mio padre, quando lui era in pausa pranzo. Tanti ricordi e tanta passione, vivissima ora come un tempo", prosegue il producer. Coccoluto ha attravesato le varie epoche del clubbing, e ne traccia un profilo ben preciso: "La discoteca si è davvero trasformata dagli anni Novanta ad oggi. Per un certo verso è un bene. Il club è davvero un ottimo specchio della società. Negli anni passati, soprattutto nei primi Novanta, la discoteca era il fulcro aggregante giovanile, il dj era una celebrità assoluta. vi era tantissimo marketing e altrettanto glamour attorno a chi metteva i dischi, Ricordo che mi chiamavano per chiedere la mia opinione su qualsiasi cosa: dall'ultima hit alla pastella per le frittelle. Ora è tutto ridimensionato, per fortuna. Devo dire che ha giocato tantissimo, in questo, il ruolo della tecnologia: prima nei club ci andavi per ascoltare in anteprima i pezzi dei dj, ora grazie ai Social Network e alle piattaforme dove si può ascoltare musica gratis non c'è più questo appeal", continua il beatmaker. Oltre ad essere un noto dj, Claudio è anche un producer, ricettivo ed attento: "Prendo il mio ruolo di produttore molto seriamente. Mi piace molto chi sa osare, chi riesce a inserire elementi innovativi senza timore. Un dj deve saper soprendere, avere l'orecchio aperto ai suoni, essere originale. E' il monito che lancio a tutti i giovani che vogliono intraprendere questo cammino, come mio figlio Gianmaria. Soprattutto più musica e meno marketing. Tra i miei progetti personali c'è lo 'scongelamento' della mia etichetta, la Dub Records, con la quale prevedo nuove produzioni. In cantiere ho anche la creazione di una nuova label, ma è ancora presto per parlarne. Per l'estate, tante serate e la voglia di tornare con una produzione personale, tutta mia", conclude Coccoluto.

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