Kenswil (Universal): 'Su Internet siamo in ritardo'

“Le case discografiche hanno bisogno di trarre profitto dalla distribuzione elettronica di musica, ma personalmente non riesco ancora a immaginare come”. Detto da Larry Kenswil, che ha rilasciato la dichiarazione a ft.com (il sito internet del Financial Times), non è un segnale confortante per l’industria discografica mondiale: Kenswil, infatti, è il presidente di eLabs, la divisione che Universal Music ha dedicato espressamente allo sviluppo e allo sfruttamento commerciale delle nuove tecnologie. Rispondendo alle domande di un giornalista del prestigioso quotidiano economico, Kenswil ha detto di sperare che il compact disc possa durare almeno per un’altra generazione prima di scomparire come gli album in vinile, ma ammette che i sistemi di distribuzione online potranno assicurarsi il monopolio del mercato molto più in fretta, e prima che l’industria sia pronta ad affrontare il nuovo mondo. Il grosso problema, ammettono Kenswil e i suoi colleghi delle major, è che difficilmente le case discografiche potranno esigere dai consumatori online un prezzo paragonabile a quello richiesto sul mercato tradizionale per ogni canzone scaricata sul pc di casa. Secondo uno studio curato dalla società americana di accounting PwC, è probabile che nell’arco di cinque anni sarà possibile scaricare un intero album pagando 7,50 dollari circa, la metà del prezzo al pubblico attuale di un Cd negli Usa. “La speranza – dice Kenswil – è che in questo modo la domanda di musica si moltiplichi: le comunità di internet possono incrementare del 95 % le vendite degli album che non vanno in classifica”.
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