Vendita Warner: i candidati sono rimasti in tre?

Come nel celeberrimo romanzo di Agatha Christie, "Dieci piccoli indiani", molti dei pretendenti al patrimonio della major Warner Music sarebbero già stati eliminati uno dopo l’altro lasciando in gioco tre soli finalisti. I nomi di questi ultimi sono coperti dal massimo riserbo, ma la decisione dei proprietari della società (l’imprenditore Edgar Bronfman Jr. e le private equity Thomas H. Lee Partners, Bain Capital Partners e Providence Equity Partners) di venderla come unica entità indivisibile metterebbe automaticamente fuori gioco una parte dei papabili. Tra questi la multinazionale della musica dal vivo e del ticketing Live Nation e la MacAndrews & Forbes Holdings di Ronald Perelman, interessate alla sola casa discografica, al suo catalogo di master e ai suoi contratti artistici; ma anche Guggenheim Partners e l’asse Oaktree Capital Management/Primary Wave, che al contrario puntavano alla società di publishing Warner Chappell e ai suoi interessi editoriali. Il che ridurrebbe la rosa a soli sei nomi: i tre candidati ammessi alla terza tornata d’asta, dunque, sarebbero da ricercare tra Sony Music Entertainment, BMG Rights, la Yucaipa Companies di Ron Burkle, la Access Industries di Len Blavatnik, la Tamares di Poju Zabludowicz e la Platinum Equity del gruppo Gores. Siccome in questa nuova fase Warner dovrebbe fornire informazioni complete sul suo stato economico-finanziario, sostengono alcune fonti, il round potrebbe chiudersi con la firma di un accordo definitivo. Se invece una vendita in toto dell’azienda non risultasse realizzabile a un prezzo ritenuto conveniente, Bronfman e i suoi partner potrebbe fare marcia indietro e ripartire da capo, accettando nuove offerte separate per i loro asset discografici ed editoriali.

  

 

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