Bilancio di metà stagione: il mercato è sottozero

Non sono bastati i Lùnapop né Carlos Santana, dominatori delle classifiche di stagione, a salvare il bilancio discografico dei primi sei mesi del 2000. Il termometro del mercato, sulla base dei dati elaborati dalla Price WaterhouseCooper e diffusi mercoledì 20 settembre dall’associazione di categoria Fimi, segna sottozero sia per quanto riguarda il giro d’affari dell’industria (345,2 miliardi di lire, lo 0,37 % in meno rispetto al corrispondente periodo del 1999), che, soprattutto, in termini di Cd e cassette venduti, diminuiti del 5,54 % (a circa 24,6 milioni di unità) rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso. Il mercato italiano, dunque, non ha saputo tenere il passo con paesi vicini come Francia e Germania, dove il numero dei dischi venduti è aumentato, sia pure di poco, rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, e con l’aggravante di un’inversione di tendenza in quelli che sono considerati due indicatori chiave per misurare lo stato di salute del settore: il repertorio locale ha ceduto nuovamente lo scettro a quello di origine internazionale, 52 % delle quantità vendute, riducendo la sua quota di mercato dal 47 al 43 % (il resto, 5 %, spetta alla musica classica). Contemporaneamente anche il mercato dei singoli, dopo il boom degli anni precedenti, sembra essersi sgonfiato, riducendo del 9,29 % il numero di pezzi venduti (fanno eccezione solo i mix dodici pollici di repertorio dance, cresciuti del 6,47 %, probabilmente anche in virtù dell’inclusione di un maggior numero di produttori specializzati nelle rilevazioni). Cosa è successo? La flessione dei singoli, sottolinea la Fimi, è dovuta in parte al raffronto con un primo semestre ’99 reso eccezionale dalla presenza del megahit “Il mio nome è mai più” di LigaJovaPelù: ma forse, alla contrazione del mercato non è estraneo il fenomeno della crescita delle compilation, raccolte di hits che divorano in parte il potenziale dei singoli supporti. Quanto alla caduta registrata dal repertorio locale (comunque tra i più incisivi d’Europa, in termini di market share), la Fimi giustifica il risultato con la scarsezza di uscite importanti: dato comunque poco confortante, se si considera che in radio e in televisione (con Sanremo) non è mancata l’”esposizione” promozionale di nuovi artisti, e che giovani band straniere e fino a poco tempo fa sconosciute al grande pubblico italiano, come Corrs e Morcheeba, stazionano da tempo ai primi posti delle classifiche di vendita. Segno che, anche in un mercato sempre più condizionato dal pubblico adulto (e di buone disponibilità economiche), c’è spazio per nuove proposte: che ci sia qualcosa da rivedere, nei meccanismi di selezione e di promozione dei giovani talenti locali? Per il resto, le statistiche diffuse dalla Fimi non offrono grosse sorprese, segnalando l’ulteriore crollo della cassetta (- 26,54 %) e il correlato spostamento della domanda verso l’album in formato Cd, unico supporto a crescere, sia pure di poco, rispetto ai primi sei mesi del ’99 (3,02 % a quantità, 6,30 % a valore: singoli compresi, il supporto digitale assorbe ormai l’88 % dei pezzi venduti). Nonché la vivacità del mercato illegale, con la pirateria elettronica ad affiancarsi a quella di stampo tradizionale (567.440 Cd contraffatti o illegalmente duplicati sequestrati dalle forze dell’ordine): sono 483 i siti web distributori di musica illegale intercettati dall’unità antipirateria italiana Fpm dall’inizio dell’anno.
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